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UNIONI GAY/ Mantovano (Pdl): Casini ascolti il volere dei suoi elettori

Pubblicazione:mercoledì 15 agosto 2012

Casini e Bersani (Infophoto) Casini e Bersani (Infophoto)

Anche in questo caso la legislazione delle convivenze è già prevista. Negli esperimenti compiuti, ad esempio, dal Comune di Milano è chiara però una rivendicazione ideologica. Se un comune entra nel campo dei diritti oltre a essere al di fuori della norma è fuori dalle proprie competenze, dato che dei diritti della persona deve occuparsi il Parlamento. 

Dal punto di vista politico come giudica i segnali che Casini sta inviando su questi temi?  

I segnali sono chiari. Mi limito a dire che ogni partito farebbe bene a tenere conto degli orientamenti del proprio elettorato. 
I risultati elettorali hanno infatti dimostrato che l’Udc mantiene il proprio bagaglio di consensi quando si allea con il centrodestra, ma lo perde quando si schiera con il centrosinistra. E a volte l’elettorato a volte risponde in maniera estremamente chiara alle domande che i dirigenti si pongono sulle strategie da seguire. 

Continuerete a chiedere l’espulsione dell’Udc dal Ppe?

A mio avviso, bisogna sforzarsi di mantenere unite le forze che rappresentano l’elettorato moderato. Porre una questione di questo tipo in un momento di difficili rapporti significa cercare la rottura. E non credo che sia la strada migliore.

Da ultimo, le recenti parole del Cardinal Bagnasco sull’importanza dei cattolici in politica cosa le hanno fatto pensare? 

Non spetta a me commentare il discorso del Presidente dei vescovi italiani. Dico soltanto che questo impegno deve concretizzarsi in fatti positivi. 
Il primo terreno concreto di verifica è l’approvazione della legge sul fine vita. Se, dopo una lunga gestazione, la legislatura si dovesse chiudere senza la sua approvazione i cattolici dimostrerebbero una scarsa capacità di presenza in Parlamento.

(Carlo Melato) 



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COMMENTI
15/08/2012 - Stragrande maggioranza...? (Giuseppe Crippa)

Ovviamente ho letto tutta l’intervista, ma mi è bastata la risposta alla prima domanda per capire che “qualcosa non quadra”. Prendiamo ad esempio la recentissima delibera del Consiglio comunale milanese sull’istituzione di un registro delle coppie di fatto. Due consiglieri comunali del PdL su 12 hanno votato a favore: si tratta quindi quasi del 20% degli eletti in questo partito. Altro che “Su questi temi il Popolo della Libertà parla a una voce sola o ha, come in passato, due anime? Guardi, senza voler negare che esistono opinioni differenti anche all’interno del Pdl, i numeri danno un’indicazione chiara in questo senso. La posizione espressa in questo documento rappresenta la stragrande maggioranza dei parlamentari del Popolo della Libertà e, mi permetto di dire, anche dei quadri intermedi e dei dirigenti.”