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SCENARIO/ Lupi: il ritorno di Berlusconi non risolve tutti i problemi

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il Meeting di Rimini è alle porte e attende il presidente del Consiglio Mario Monti per l’incontro inaugurale di questa nuova edizione. Un anno fa, su quello stesso palco, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, rivolgeva un appello alla politica affinché mettesse fine alla “guerra civile” e recuperasse quello “slancio morale” che ha segnato i momenti cruciali della storia di questo Paese. Un discorso pronunciato davanti a due autorevoli esponenti dei principali partiti italiani, Maurizio Lupi (Pdl) ed Enrico Letta (Pd), che in qualche modo anticipava ciò che sarebbe poi avvenuto, con la formazione del governo tecnico e della “strana maggioranza” Pdl-Pd-Udc. «Se si ripensa all’anno che è appena trascorso non si può non sottolineare un dato storico – dice l’On. Maurizio Lupi a IlSussidiario.net –. Dopo 18 anni, la politica ha saputo mettere da parte il legittimo interesse particolare in nome di un bene più grande. Credo che il gesto di responsabilità che ha permesso la formazione di una maggioranza trasversale fino a quel momento impensabile non sia stato vano, anche se si poteva fare molto di più. A questo punto, però, è importante imparare la lezione e non buttare a mare questi nove mesi di lavoro. Abbandonare il bipolarismo mite in nome della vecchia politica muscolare sarebbe infatti un segno di irresponsabilità gravissimo che il Paese non può permettersi».

Il suo bilancio, Onorevole, non sembra del tutto positivo.

Ogni esperienza umana porta con sé dei successi e degli insuccessi perché la realtà è sempre più grande dei nostri progetti. Credo però che basti parlare con la gente per non poter avere la coscienza tranquilla. Le persone che incontro sono disorientate e confuse, hanno paura. Questo fatto richiama la mia responsabilità e quella di ciascuno di noi. Non basta nemmeno nascondersi dietro l’elenco delle cose che sono state fatte.
Detto questo, in un quadro che ha visto emergere in forme impreviste le stesse dimensioni della crisi e la debolezza dell’Europa, è importante non cancellare il dato oggettivo che ad ogni modo è emerso: se si antepone l’interesse dell’Italia anche gli avversari possono lavorare insieme.

Alla luce di questa sua analisi, cos’ha da rimproverare al governo Monti?

Quello che è mancato all’esecutivo, in particolare negli ultimi mesi, è la capacità di dare una speranza al Paese che giustificasse i sacrifici richiesti. In secondo luogo, è andata esasperandosi una tendenza allo statalismo e al centralismo, mentre la mancanza di coraggio ha impedito che alcune riforme, come quella del lavoro, fossero davvero incisive. La stessa spending review non può essere concepita solo come un taglio alla spesa, ma come l’esigenza di ridisegnare un modello di welfare.
Più in generale, resto convinto del fatto che puntare tutto sull’aumento della pressione fiscale e sulla lotta al deficit, sacrificando crescita e sviluppo, sia un grave errore.

La politica, dal canto suo, sta per presentarsi alle prossime elezioni senza aver cambiato la legge elettorale e senza aver messo mano alle riforme costituzionali. Per quale motivo secondo lei?

Purtroppo è emersa l’incapacità di alzare la testa e di tenere lo sguardo fisso verso il bene del Paese. Su molti temi, teoricamente, c’era l’accordo di tutti, ma poi finiva sempre col prevalere il gioco al ribasso. Sono molto dispiaciuto che sia stata lasciata cadere in questo modo la possibilità di cambiare la legge elettorale e di avviare le riforme costituzionali e il progetto del semipresidenzialismo.
Detto questo non dispero. Il tempo è poco, ma credo che si possa ancora fare una nuova legge elettorale, come ci chiede il presidente Napolitano, e ridurre il numero dei parlamentari.

La legislatura però si avvia al termine e sta per aprirsi una lunga campagna elettorale. 



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COMMENTI
17/08/2012 - Tutta un'altra partita (alberto fornari)

E' desolante sentir parlare così: è evidente che non si capisce che è tutta un'altra partita che si deve giocare. Quello che oggi è drammaticamente necessario è un riferimento politico ideale, una posizione umana che "narri" il popolo al popolo, e in cui quindi il popolo possa riconoscersi. Questo non è populismo, è la radice della politica. Le buone intenzioni ed anche il serio lavoro fatto da alcuni non lambisce questo nocciolo essenziale e quindi si perde nel nulla. Riporto un piccolo episodio cui ho assistito: dalla sala TV dell'albergo dove ero in vacanza la gente si alzava e se ne andava quando compariva un politico, chiunque fosse, di qualsiasi partito. Altro che riallacciare buoni rapporti con gli avversari o migliorare leggi. Qui si tratta di rifondare la politica! Ma Lupi l'ha letto l'articolo di Vittadini "Il coraggio di ricominciare"?

 
16/08/2012 - Non solo (Luigi PATRINI)

Non solo il ritorno di Berlusconi non risolve nessun problema (o, forse, lo risolverà al PdL!), ma aggrava la situazione, perchè Berlusconi oggi divide i moderati, non li unisce più come è riuscito a fare un tempo. Mi pare, caro Lupi, che in molti vi siate appiattiti sul Cavaliere, anzichè differenziarvi e portare avanti con impegno le tre questioni "non negoziabili": quale aiuto fiscale (cioè concreto)ha dato alla famiglia il Centro Destra di Berlusconi? Quali iniziative avete fatto per la libertà di educazione, riducendo i costi delle scuole libere paritarie? Ogni anno siamo qui a pietire l'elemosina per fruire di un diritto che, se fosse attuato, farebbe risparmiare allo Stato una valanga di soldi. E avete tollerato indennità ingiuste a tutti i livelli, anche nelle Regioni: mentre il Paese è in crisi economica non avete il coraggio di opporvi allo spreco di denaro a tutti i livelli: che il figlio di Bossi prenda una ricca liquidazione dopo soli due anni di presenza in Consiglio Regionale è una vergogna di cui si dovrà rendere conto. E adesso la vergogna di non riuscire a cambiare neppure la legge elettorale!!!

 
16/08/2012 - quale risposta per famiglie ed imprese ? (Achille Cilea)

Per dare risposte alle famiglie ed alle imprese ,più che sulle cose fatte,metterei l'accento su quelle ,previste nel programma elettorale e non fatte, che probabilmente ci avrebbero evitato almeno parte della "stretta in atto":prima di tutto la mancata realizzazione del federalismo fiscale e la mancata realizzazione del "fattore famiglia"-La non realizzazione di questa parte del programma elettorale del PDL non è colpa solo di Berlusconi ma delle schiere di "dirigenti ed eletti" che hanno curato con miopia solo il loro interesse personale e di bottega (di corto respiro)-Ora,per affrontare la "sanguinosa" campagna elettorale che ci attende ,occorre molto coraggio per individuare queste persone, renderle inoffensive e farle tornare nel nulla da cui provenivano.Achille Cilea

 
16/08/2012 - La condivisione aiuterebbe (Daniele Scrignaro)

“Mettere da parte il legittimo interesse particolare in nome di un bene più grande” è un’espressione ripetuta più volte da Maurizio Lupi anche se nelle precedenti occasioni “bene più grande” era identificato con “bene comune”, meno vago, che nella Dottrina sociale ha contenuti precisi che concernono la proprietà dei beni, lo stile di vita e il governo della cosa pubblica. Ma qual è un “legittimo interesse particolare”, per certo in politica, ma anche in generale, che possa prescindere dal bene più grande e dal bene comune? Prosegue con “credo però che basti parlare con la gente per non poter avere la coscienza tranquilla” e “le persone che incontro sono disorientate e confuse”, cioè che la chiave di volta che richiama e giudica rispetto al perseguimento del bene comune è il rapporto critico e sistematico con chi ti ha eletto, un confronto con la realtà sui giudizi e comportamenti. Anche se dopo diciotto anni di altro, è sempre il momento buono per incominciare – per rilanciare un criterio “ovvio” della democrazia rappresentativa. “Il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune” (A. Manzoni, “I Promessi Sposi” Cap. XXXII). Un cenno alla modalità è nel commento “La piazza” in < http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2012/3/29/SCENARIO-Sapelli-bene-il-proporzionale-basta-con-gli-uomini-della-Provvidenza-/3/262015/>.

 
16/08/2012 - Dare risposte alle famiglie e alle imprese! (claudio di luzio)

Se ci avviamo ad una nuova campagna elettorale, questa volta come non mai il problema non é Berlusconi sì o no, ma è dare risposte alle famiglie ed alle imprese prima che si vada a votare! È nell'aria di questi giorni di ferragosto di come tra pochi mesi, se nulla sarà cambiato rispetto ai sacrifici attuali, si vada ad un grande voto di protesta, piuttosto che ad un grande astensionismo. Troppo famiglie hanno rinunciato alle vacanze perchè le aziende non pagano con regolarità, è aumentato il carburante di 20 € con un pieno, perchè in molti hanno perso il lavoro.Troppo case stanno rimanendo sfitte nei mesi estivi a causa della imprevista IMU e manca la liquidità programmata dalle famiglie. Quanti clienti e committenti hanno rinviato i pagamenti a dopo l'estate e non si sa se riusciranno a pagare entro l'anno. Pochi giorni fa un mio amico, un tempo affermato professionista mi ha chiesto un prestito perché il giorno dopo la banca gli avrebbe revocato il fido, e teniamo conto che se avesse incassato regolarmente la parcella per un lavoro fatto con un ente, non avrebbe dovuto chiedere a nessuno.Purtroppo io in due giorni non ho potuto aiutarlo, ma casi come questi aumentano, non diminuiscono. L'estate sta segnando una svolta di preoccupazione rispetto ai prossimi mesi: per quello che sento tra la gente comune, sono e siamo in pochi a non mollare la speranza che nei prossimi tempi siano veramente sostenute le famiglie e le imprese dall'iniziativa parlamentare. Ma succederà?