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IL CASO/ 2. Parma, Grillo e la "rivoluzione mancata"

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Di certo il moralismo è un’arma a doppio taglio. «C’è sempre uno più puro di te che ti epura» diceva Nenni parlando del vecchio Partito comunista. Che sia una purezza spesso simulata nulla cambia, però è chiaro che il M5S è intriso di retorica e fondamentalismo moralista. Dall’altro lato i giornali locali non aspettavano altro che dare la notizia: “Anche i grillini ci cascano!”. 
È una sorta di contrappasso. Il Movimento del comico genovese è destinato a raccogliere quello che ha seminato in questi anni. Essere dall’altra parte della barricata con i riflettori puntati potrebbe aiutare i grillini a capire che la realtà è più complessa delle loro semplificazioni. Che per risollevare il paese ci vogliono capacità, visione, coraggio, ma anche compromessi. Non basta non avere “ladri” tra le proprie fila.

Passando all’amministrazione della città di Parma, come procede il “governo grillino” della città? La tormentata formazione della giunta ha fatto notizia, dopodiché a livello nazionale è filtrato ben poco.

Il giovane sindaco Pizzarotti, e la sua squadra, si trova a gestire una situazione di certo non facile. L’impressione è che i nuovi amministratori stiano ancora cercando di capire dove sono capitati e si stiano per il momento concentrando sul metodo di governo. Non a caso i primi atti in cantiere sono la riduzione dei compensi di alcuni amministratori, lo stop ai benefit della politica e alle auto blu, la diretta dei consigli comunali, l’e-democracy su alcuni provvedimenti e la riorganizzazione generale della macchina comunale.
Per il resto, il Movimento è prudente perché sa che ogni errore verrebbe pagato sul piano nazionale alle prossime elezioni. Questo rende piuttosto difficile un giudizio sull’attuale amministrazione. In città tutti si chiedono se riusciranno a risanare i conti pubblici o se ne resteranno sepolti e se verrà risolta la questione dell’inceneritore. A mio avviso però l’aspetto più interessante della vicenda è un altro.

Quale?

Il rapporto tra società e politica sta cambiando. Il successo, o il fallimento, della stagione che stiamo vivendo a Parma si giocherà su questo punto. Ci sarà una rigenerazione della politica, che è chiamata a guardare meno alle rendite di posizione e alla ricerca del consenso e più all’interesse generale? E la società tornerà a fare la sua parte, nella costruzione di un rapporto più maturo tra cittadini e politica, in cui ognuno giochi il suo ruolo e persegua i suoi interessi in modo collaborativo, senza furberie? Questa è l’unica rivoluzione possibile. Certo, se l’unica arma per realizzarla è il moralismo, non si andrà lontano…



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COMMENTI
17/08/2012 - domanda (francesco taddei)

qualcuno di parma può dire se il nuovo sindaco ha rimesso il quoziente familiare per le tariffe che aveva varato l'ex sindaco vignali e che il commissario aveva tolto prima delle elezioni?