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LEGA NORD/ Bossi: io ci sono, litigare vorrebbe dire aiutare Roma

Pubblicazione:venerdì 17 agosto 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

“Noi non possiamo litigare nella Lega perché vorrebbe dire aiutare Roma. Non tollero che per un posto a me o a Maroni ci si metta a litigare”. Umberto Bossi invita ancora una volta all’unità, rinnovando la missione del partito di via Bellerio, davanti alla folla, che a gran voce ripete e urla il suo nome, presente al comizio di Ferragosto, tenuto per la prima volta dal 1989 a Pontida e non a Ponte di Legno. “Nella Lega io ci sono. Non ho bisogno di titoli. Sono Bossi”, ha detto il Senatùr, sottolineando che “tutto quello che è stato fatto, è stato fatto per far litigare la Lega, non per altri motivi. Non potevano colpire me e hanno cercato di farlo attraverso i miei figli”. Da Pontida, Bossi è tornato a parlare anche di legge elettorale, chiarendo che la Lega non è disposta a fare da capro espiatorio delle scelte di Berlusconi e Bersani. “Ho parlato con Berlusconi e gli ho detto: stai facendo una legge elettorale che danneggia il tuo partito e la Lega, ma sei matto?”, ha spiegato Bossi, mentre al segretario del Pd, incontrato in aeroporto a Milano, ha detto: "A fine mese ci troveremo per fare la legge elettorale e noi non vogliamo fare da capro espiatorio". L'ex segretario del Carroccio ha poi nuovamente sferrato un attacco nei confronti della moneta unica: “Alla fine siamo arrivati al fallimento dell'Europa e dell'euro”, ha detto Bossi, secondo cui non c'è “nessun complotto” da parte della Banca federale americana e inglese. La Lega, ha ribadito il Senatùr, “disse che l'euro sarebbe fallito. Ci sono Stati con grandi debiti: somma debito a debito ed è chiaro che non sarebbe durato. Due sono i problemi: la Grecia e la Magna Grecia”. Infine c’è spazio anche per parlare di Monti che, secondo Bossi, non avrebbe alcuna possibilità di essere eletto, a prescindere dalla legge che verrà approvata: Con tutti i casini che ha fatto penso che non piglierebbe molti voti. Non è amato dalla gente. Probabilmente c'è la tentazione di rimetterlo in pista perché è famoso, è amato dalle banche mondiali, ma la gente è un'altra cosa ed è la gente che vota”, ha concluso Bossi. 


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