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Politica

IL CASO/ 1. Non è più una Repubblica per Scalfari

Eugenio Scalfari (Infophoto)Eugenio Scalfari (Infophoto)

Da qui a dire che la scelta di scatenare una campagna giustizialista sfruttando l’eterno bailammemafiologico e portandola fino alle plateali raccolte di firme a favore dei pm e contro il Quirinale – addirittura accusato di essere “il perno di tutt’intera un’operazione di discredito, isolamento morale e intimidazione di magistrati” – sia una strategia consapevole, ne corre. Ma il 2013 è maledettamente vicino, la fine del settennato di Napolitano pure. E forse, in certi ambienti, più passa il tempo e più cresce il timore che un Giorgio Napolitano allo zenit della sua autorevolezza e popolarità possa favorire una prospettiva “dopo Monti c’è ancora Monti”, con quel che ne consegue. E allora la vecchia arma italiana del giustizialismo può sempre fare comodo, nella guerra politica preventiva. E chi non ci sta, diventa un nemico.

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