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SCENARIO/ Franchi: il sogno della Grande coalizione è finito

Pubblicazione:sabato 18 agosto 2012

Monti e Berlusconi (Infophoto) Monti e Berlusconi (Infophoto)

Innanzitutto nemmeno Spd-Cdu la dichiaravano prima, ma affrontavano, com’è ovvio, una campagna elettorale “l’un contro l’altro armati”. Dopodiché nascevano sulla base di due circostanze possibili: l’emergenza, o un risultato elettorale che rendeva il Paese altrimenti ingovernabile. Non solo, alla base dovevano esserci alcune condizioni indispensabili: la presenza di due forze politiche solide, intorno al 30%, e un clima politico basato sul riconoscimento dell’avversario. 

Esattamente ciò che manca in Italia.

Infatti. Vent’anni di bipolarismo selvatico e selvaggio non si superano in qualche mese, i due principali partiti sono molto lontani dalle percentuali che dicevamo prima e non hanno certo la solidità che un tempo avevano il Pci e la Dc. Non solo, al minimo accenno d’intesa, nel nostro Paese si alza uno schieramento trasversale che va dalla Santanché a Grillo, fino a Di Pietro e Travaglio al grido di “siete tutti ladri in divisa”… 

Alla luce di tutto ciò il nodo della legge elettorale diventa ancora più importante?

Direi proprio di sì. In queste settimane si è parlato di un eventuale “premio di governabilità” da assegnare al partito o alla coalizione, come se la differenza fosse di poco conto.
Non è così. Se la nuova legge (ammesso che la rinnovino) dovesse premiare la coalizione il centrosinistra di Bersani e Casini di cui parlavamo prima non esisterebbe già più.

Per quale ragione?

L’Udc non andrà mai al voto con il Pd. L’appuntamento semmai è per il giorno seguente. 
Nell’ipotesi opposta, se viene premiato il partito che prende più voti, restano invece due strade percorribili: o si garantisce la governabilità con un premio di maggioranza ancora più inaudito di quello previsto dal Porcellum, oppure si abbandona quella strada aprendo però le porte alla possibilità di un risultato poco chiaro. La conseguenza, come ovvio, sarebbe la riproposizione di un governo “non politico”, che in Italia rischierebbe così di passare dall’eccezione alla regola.  

Da ultimo, prima ha parlato della variabile Berlusconi. Il suo ritorno è ormai scritto? Il passaggio del testimone non ha funzionato?


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