BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RAI/ Un candidato americano al Tg1? Ma anche un inglese, finlandese o tedesco...

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Rai (Infophoto)  Rai (Infophoto)

Il merito non conosce confini, differenze di sesso, di religione o altro. L'unico discrimine è tra chi è bravo e utile e chi lo è meno. La storia del dott. Achtner è emblematica della cultura italiana e della necessità di avviarsi rapidamente a un percorso verso la meritocrazia, che troppo abbiamo rinviato in questi anni. Lo stile e le scelte del governo Monti, reso cogente dagli eventi internazionali e dalla ormai ventennale crisi in cui versa la nostra economia nazionale, ci fanno ben sperare in tal senso. Veniamo quindi all' episodio in questione.

Questo giornalista della CNN sembra si sia candidato a dirigere il Tg della Rai scrivendo direttamente a Monti e Tarantola e proponendo alcuni semplici, ma difficili, cambiamenti per rendere la Rai meno politicizzata e più aderente alla missione di erogare un servizio pubblico. Sia Monti che la nuova Presidente della Rai hanno cordialmente risposto che terranno in considerazione la candidatura e ringraziano lo scrivente per il suo interesse. Da qui si sono scatenate come sempre le due opposte fazioni di chi grida al miracolo per l'arrivo del papa straniero e di chi grida allo scandalo per la paura di dover affidare le sorti del più importante telegiornale italiano allo straniero non edotto dei nostri buoni costumi.

Personalmente credo che entrambe le reazioni siano esagerate e un po' provinciali. Il fatto che il dott. Achtner sia americano, finlandese o del quartiere Testaccio poco importa, quello che più mi preme è che sia un buon giornalista, che abbia le qualità per gestire il compito e per essere utile nel suo incarico. Per essere chiari, che il candidato sia americano non comporta di per sé alcun vantaggio o svantaggio, semmai bisogna capire se le sue esperienze possano portare un plus in termini di utilità per il ruolo da ricoprire. Fatta questa premessa, chi conosce il giornalismo potrà ben occuparsi di esprimere un giudizio sul valore del professionista, indipendentemente dalla sua provenienza. Personalmente non posso che giudicare positivamente che un giornalista statunitense si candidi a questo incarico e mi aspetto che in futuro altri suoi colleghi inglesi, francesi o tedeschi facciano altrettanto. Mi sembra una buona opportunità data dalla globalizzazione.

Registro anche con piacere la maggiore trasparenza e informazione che si ha dei cambiamenti organizzativi e delle nomine pubbliche da quando si è insediato il governo Monti e mi aspetto che, a questo elemento formale, seguano rapidamente dei miglioramenti sostanziali nella qualità professionale di chi ricopre incarichi pubblici. 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
02/08/2012 - Merito? (Giuseppe Crippa)

Premetto che non mi importa molto della RAI e quindi non entro nel merito di questa autocandidatura. Desidero soltanto dire che apprezzo il fatto che un giornalista (la nazionalità è un dettaglio trascurabile) si sia proposto alla Presidente della società per la quale ambisce lavorare, ma trovo squallido abbia scritto anche al Presidente del Consiglio, che formalmente non è implicato nella scelta ed ha ben altro cui pensare. Questa ricerca del referente politico è un vecchio vizio del parastato italiano. Vedo che questo signore conosce l’Italia e si è prontamente adeguato, altro che merito…

 
02/08/2012 - il mio pensiero (francesco taddei)

secondo me dopo una settimana scappa via! ma sarebbe veramente bello se il tg italiano attirasse gli stranieri, come frutto del loro interesse per l'italia, non per farlo a immagine e somiglianza del giornalismo d'oltreoceano per una presunta "superiorità". ci sarebbe un ulteriore aspetto positivo: un giornalista straniero che avrebbe un motivo di lavoro per imparare la lingua italiana(perchè in tal modo si deve esprimere il direttore di un tg della rete nazionale italiana, vedi l'industria cinematografica di francia, che obbliga gli stranieri a recitare in francese).