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UNIONE VENDOLA-BERSANI/ Il segretario del Pd: Di Pietro si è escluso da solo. E lui si candida come premier

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Tutti contro tutti. E' un po' questo il clima che si registra tra i leader dei partiti in questi primi giorni di agosto. Intanto l'asse Bersani-Vendola, il cosiddetto Polo della speranza: secondo Bersani, sarebbe stato lo stesso Di Pietro a escludersi da solo dall'alleanza con Pd e Sel. Per il segretario del Pd infatti da mesi tra i due partiti esiste un problema serio, anzi serissimo e l'Idv ha preso una strada differente. Di Pietro replica ignorando del tutto Bersani e candidandosi direttamente come capo del governo ignorando del tutto le primarie del centrosinistra. Vendola invece viene attaccato da personaggi come il sindaco di Napoli e da una parte della sinistra che gli dice di pensarci bene ad allearsi con il Pd. All'interno dell'Udc non da poco è il malumore per la neonata alleanza Pd-Sel che rischia di tagliare fuori i cattolici, visto poi l'apertura totale di Bersani e Vendola nei confronti delle nozze gay. Infine la Lega: Maroni rimanda al mittente l'idea che il suo partito possa fare una nuova alleanza con il Pdl. Ma chi l'ha detto? Ma chi lo vuole?, ha commentato su Facebook. Insomma, c'è proprio confusione sul fronte dei partiti, in un momento in cui il capo del governo ha chiesto la massima responsabilità ai partiti perché meno ce n'è, più sale lo spread. Dicevamo di Di Pietro candidato premier: si propone come leader di una coalizione di riformisti, "che proponga un programma fatto si legalità, solidarietà e sviluppo per costruire un'alternativa alle destre e al governo Monti". Non chiude del tutto le porte a Bersani e a Vendola, dicendo che se ci vogliono stare saranno accolti, ma l'Idv va avanti su una strada, dice, di fatti e non di parole. E intanto sembra cadere l'ipotesi del nome  Polo della speranza per l'asse Bersani-Vendola. Lo dice lo stesso segretario del Pd che anzi ironizzando chiedendo aiuto ad Alfano per trovare un nome visto che loro, dice, hanno fantasia con i nomi. In questo quadro, il sindaco di Napoli De Magistris scrive una lettera a Vendola. Non ti capisco, gli dice. Gli rivolge alcune domande precise: "Contrastiamo la precarietà del lavoro e difendiamo l'articolo 18 oppure no? L'acqua la consideriamo un bene comune da difendere da ogni aggressione privatistica oppure no? Il ruolo del privato lo dobbiamo favorire sempre garantendo il principio della trasparenza e soprattutto la tutela della pubblicità di alcuni servizi legati ai diritti essenziali oppure no?". E ancora: "Il welfare lo consideriamo una conquista antica e giusta oppure no, riducendolo a fardello di stato? Le unioni civili e i matrimoni gay rappresentano una crescita per una società pienamente democratica oppure no? Un nuovo modello economico alternativo al neoliberismo in crisi e al socialismo reale, incentrato sulla giustizia sociale e sui beni comuni, è possibile oppure no?". 



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