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MEETING 2012/ Frattini: sì a una Costituente, senza negoziare sui valori con la sinistra

Pubblicazione:lunedì 20 agosto 2012

Immagine d'archivio (Infophoto) Immagine d'archivio (Infophoto)

Credo che non si debbano porre veti personali. La valutazione del presidente Berlusconi infatti verterà su alcuni nodi che ancora non sono stati sciolti. Dalla legge elettorale, alla nuova struttura del Pdl, fino al destino dei “moderati” italiani.  È una decisione che può prendere soltanto lui e sono convinto che la comunicherà al momento opportuno. 

Nessun ridimensionamento quindi della segreteria Alfano?

Direi di no. L’avvicinarsi delle elezioni infatti permetterà al nostro segretario di sviluppare quel processo di rinnovamento del nostro partito su cui si è molto impegnato. Trasparenza, democrazia, primarie. Sono temi che non resteranno parole al vento. 

All’interno del suo partito lei è uno dei più ottimisti sul tema dei rapporti con i centristi dell’Udc. 

È vero. Non voglio arrendermi all’idea che in Italia chi appartiene alla grande famiglia del popolarismo europeo sia diviso. Se guardiamo ai valori che ci contraddistinguono infatti Pdl e Udc possono sviluppare convergenze inimmaginabili con altri partiti. Per questo continuerò a lavorare fino all’ultimo affinché il fronte moderato possa compattarsi in futuro. 

Da ultimo, un bilancio sui risultati ottenuti dalla classe politica in questi mesi. Molti degli impegni presi all’inizio della stagione del governo Monti mancano all’appello.

La politica avrebbe dovuto raggiungere almeno tre risultati: la riforma della legge elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari e la riscrittura dei regolamenti parlamentari. Il tatticismo di tutte le forze politiche ha impedito di raggiungere questi obiettivi. 
Oggi però, se non vogliamo regalare agli estremisti e ai populisti dell’anti-politica una nuova bandiera, abbiamo il dovere di cambiare la legge elettorale.

Lei che sistema propone?

Un modello che abbia due caratteristiche fondamentali: da un lato che venga garantita la libertà del cittadino di scegliere deputati e senatori, dall’altro il fatto che non vengano imposte coalizioni forzose. Resto dell’idea infatti che sia preferibile formare le coalizioni dopo il voto, sulla base di programmi convergenti, piuttosto che veder vincere ancora una volta coalizioni arlecchino che poi non sanno governare…

(Carlo Melato)



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