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MONTI/ 1. Folli: un messaggio di speranza

Pubblicazione:lunedì 20 agosto 2012

Mario Monti al Meeting di Rimini 2012 (Infophoto) Mario Monti al Meeting di Rimini 2012 (Infophoto)

L’Europa è l’orizzonte strategico verso cui si muove questo governo e verso il quale devono tendere tutte quelle forze politiche che domani vogliono avere responsabilità di governo. Europa però significa moneta unica e tutti gli sforzi per salvarla e per farne un’occasione di crescita e di sviluppo economico non verranno meno. La classe politica italiana, che oltre alla convergenza di cui parlavamo prima, ha ben pochi successi di cui potersi vantare, non può certo permettersi pericolosi sbandamenti in questo senso. 

La politica è stata anche invitata a stare più lontana dalla Rai.

Un passaggio interessante. Sulla televisione pubblica, d’altra parte, non possono rimbalzare soltanto le faziosità politiche, dato che la Rai dovrebbe essere il terreno della sintesi del dibattito del Paese. O almeno, ha rappresentato questo nei suoi anni migliori. Un luogo cioè in cui si racconta il paese reale, non quello delle segreterie politiche. 

Da ultimo, il compito di Mario Monti, secondo lei, terminerà con questa legislatura o dovrà continuare?
 

Lo scopriremo soltanto al termine della campagna elettorale e delle successive elezioni. Se, come credo, l’attuale premier costituirà ancora un punto di equilibrio e una garanzia di credibilità internazionale irrinunciabile non si potrà prescindere dalla sua figura. Le forme, attraverso cui il suo impegno continuerà, però non sono ancora prevedibili. 

(Carlo Melato)



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COMMENTI
20/08/2012 - Fuori dal tunnel, sì, forse, anzi no? (Carlo Cerofolini)

Al Meeting di CL Monti, fra l'altro, ha dichiarato di vedere la fine della crisi, anche se ancora ci vorrà tempo (e te pareva). Ciò detto ma questo Monti non è lo stesso Monti che non molto tempo fa – subito dopo aver fatto fare a noi i salvifici (sic), in realtà dannosi e inutili, “compiti a casa” Ue - diceva cose identiche, salvo poi vedere salire lo spread a circa 550 - che però secondo lui con Berlusconi sarebbe salito a 1.200 (bum) - e con l’Italia in forte recessione e in progress? Siccome però verba volant ma Facta (Luigi) manent, forse sarebbe bene che chi ci (s)governa si ricordasse anche che Hitler salì al potere grazie alle troppe tasse e alla recessione.