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BILANCIO DEI PARTITI/ Rotondi (Pdl): sono aziende come tutte le altre, affidiamoli a professionisti

Pubblicazione:martedì 21 agosto 2012

Il simbolo della Corte dei Conti (InfoPhoto) Il simbolo della Corte dei Conti (InfoPhoto)

La Corte dei Conti già controlla, è un organismo di controllo. Pensiamo ad esempio al governo: non è che un esecutivo si sente umiliato perché la Corte dei Conti lo controlla. Mi sembra che dire così sia una motivazione di natura speciosa.

Ma non si corre il rischio di ledere la libertà dei partiti?
Come ministro non mi sentivo certo umiliato perché la Corte dei Conti metteva sotto controllo i miei atti. I partiti hanno tutta la libertà consentita dalla legge, quindi la libertà nell’ambito di quelle che sono le norme di interesse. Non è che i partiti possano agire impuniti e scevri dai controlli…

Il presidente Giampaolino è però contrario a dare il controllo dei bilanci dei partiti a società ad hoc.
Credo che dobbiamo uscire dalla figura del tesoriere alla Severino Citaristi, il tesoriere che abbraccia tutte le croci. Intendiamoci, Citaristi è oggi sicuramente in paradiso perché nessuno ha mai neanche sospettato abbia rubato, nonostante sia stato il destinatario di 74 avvisi di garanzia, ma era quella figura di tesoriere che abbracciava tutte le croci, una figura se non ottocentesca, direi novecentesca. Oggi, secondo me, i partiti più che farsi certificare i bilanci dovrebbero affidarsi a professionisti seri.

In definitiva, qual è la sua posizione?
Trovo giusto un controllo e non trovo scandaloso né offensivo che lo faccia la Corte dei Conti.



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