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GRANDE COALIZIONE/ Il biografo della Merkel: anche in Italia si può, ma...

Pubblicazione:giovedì 23 agosto 2012

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Nelle ultime settimane è diventato argomento di discussione, in vista delle prossime elezioni politiche del 2013, il tema della Grande coalizione. Di fatto, qualcosa di simile alla maggioranza che sta sostenendo il governo Monti, che metta insieme cioè centro destra e centro sinistra. A suggerire tale ipotesi, la paura che i due maggiori schieramenti non riescano a formare alleanze così forti da ottenere una maggioranza sicura alle elezioni. Una ipotesi improbabile? Un ritorno al famigerato compromesso storico? Il dibattito è aperto, con i suoi pro e contro. Quando si parla di Grande coalizione ovviamente la mente corre alla Germania e alle sue due esperienze in questo senso. Quella del 1966 e quella delle precedenti elezioni, con Frau Angela Merkel (Cdu) come Cancelliere. IlSussidiario.net ha chiesto a Gerd Langguth, già esponente della Cdu, curatore della biografia politica di Angela Merkel e professore di Scienze politiche nell'Università di Bonn, di illustrare il modello tedesco di Grosse Koalition e quali sono i fattori che possono giocare in favore di una simile configurazione politica.

Quali sono le differenze tra le due Grosse Koalition che ci sono state in Germania e qual è la sua opinione su questo tipo di soluzione di governo?

Le differenze tra le due Grandi coalizioni non sono poi molte. In entrambi i casi il ruolo del Cancelliere è stato limitato. Il ruolo di Kiesinger (Cdu), il primo Cancelliere di una Grande coalizione, è stato descritto come “commissione di arbitrato permanente” (wandelnder Vermittlungsausschuss). Anche se il Cancelliere di una Grande coalizione gioca comunque un ruolo preminente rispetto, ad esempio, al Vice Cancelliere. D'altra parte, Kiesinger perse le elezioni contro Willy Brandt (Spd), mentre Angela Merkel ha vinto le elezioni del 2009. Per di più con una sconfitta sonante dei Socialdemocratici che hanno raggiunto solo il 23%, uno dei peggiori risultati nella storia della Spd.

Queste due esperienze hanno contribuito a cambiare la politica della Germania?

La prima Grande coalizione ha portato alla creazione di una molto controversa “legislazione d’emergenza” (Notstandsverfassung); con la seconda si è riusciti a portare il limite dell’età pensionabile a 67 anni, provvedimento anche questo estremamente dibattuto nell'opinione pubblica. Senza un’ampia maggioranza in Parlamento niente di tutto ciò sarebbe stato possibile.

Quali sono i fattori che hanno reso possibile una simile esperienza?

Le Grandi coalizioni non sono mai piaciute ai partiti, specialmente ai secondi partiti delle coalizioni, dato che la maggior visibilità va ovviamente al Cancelliere, e al partito, il primo, che lo esprime. In Germania una Grande coalizione è possibile solo se i risultati elettorali portano i partiti a considerarla come l'unica soluzione possibile.

Qual è secondo lei il giudizio dell’opinione pubblica tedesca sulla Grande coalizione? Crede che possa essere una soluzione anche per le prossime elezioni?

Anche per le prossime elezioni una Grande coalizione è un risultato possibile, se i Socialdemocratici e i Verdi non ottengono la maggioranza. Per il momento i sondaggi dimostrano che i due partiti insieme hanno solo il 42/44% dei voti, che non è abbastanza. Gli interrogativi per il prossimo anno, quando ci saranno le elezioni in Germania, sono anche se i Liberali supereranno la soglia del 5% e se la supererà il nuovo partito dei Pirati, cosa che sembra al momento probabile. La Spd tuttavia proverà a impedire il formarsi di una Grande coalizione.

Angela Merkel è stata alla guida sia della Grande coalizione con la Spd che dell'attuale coalizione con la Fdp. Qual è la sua opinione sulla sua leadership nei due casi?


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