BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LEGGE ELETTORALE/ 2. Calderoli: è un imbroglio di Pd e Pdl

Pubblicazione:

L'intervista a Roberto Calderoli (Infophoto)  L'intervista a Roberto Calderoli (Infophoto)

«Sulla legge elettorale Pd e Pdl stanno mentendo agli italiani. Non c’è nessuna intesa e la Lega Nord non è disponibile a farsi prendere in giro». L’ex ministro leghista Roberto Calderoli è un fiume in piena, ma quando legge sui giornali dell’ipotetico patto tra i principali partiti non riesce a trattenere le risate. «La vera sintesi di tutta la vicenda è una battuta di un esponente del Pd di cui non posso fare il nome: l’accordo sui cinque punti è fatto, peccato però che, oltre ai punti, manchino ancora le parole…».

Senatore, su quali aspetti le posizioni sono ancora lontane?

Forse non ci siamo capiti, questi non sono d’accordo su nulla. Doppio turno o turno singolo? Maggioritario o proporzionale? Liste bloccate? Premio di maggioranza? Se sì, di che dimensioni? Al partito o alla coalizione? Si attendono risposte. In realtà nessuno ammette che il Porcellum va bene a entrambi, soprattutto a chi è sicuro di vincere.

Secondo lei si sta cercando di far passare il tempo per non cambiare nulla?

L’operazione è leggermente più sofisticata. Gli stessi che vogliono mantenere l’attuale sistema nella sostanza sono quelli che ai quattro venti lo definiscono “inaccettabile”. Non a caso né i governi di centrodestra, né quelli di centrosinistra hanno mai pensato di cambiarlo. Oggi però qualche modifica sono costretti a farla, a cominciare dal nome...
Il canale delle trattative è comunque riservato a Pd e Pdl, per gli altri non c’è spazio.

A questo punto che intenzioni ha la Lega? Vuol far saltare il tavolo?

Tutt’altro. Io stesso ho avanzato, a livello personale, una proposta in grado di vincere l’empasse.

Di cosa si tratta?

Una premessa è doverosa. La proposta ufficiale della Lega Nord prevedeva una completa libertà di scelta da parte del cittadino, dato che con le preferenze l’elettore avrebbe potuto scegliere sia l’eletto che i leader di maggioranza e opposizione, identificati poi attraverso il conteggio su base nazionale.
Dato che questa ipotesi non è stata presa in considerazione, se il Pd chiede il collegio uninominale e il Pdl vuole un parziale ritorno alle preferenze io propongo i collegi plurinominali. Ovvero 232 circoscrizioni nelle quali i partiti presentino liste al massimo di due o tre nomi. Il mio consiglio è poi quello di usare i vecchi collegi senatoriali del Mattarellum, giusto per non perdere tre mesi per disegnarne di nuovi.

Riguardo al premio di maggioranza, o di governabilità?



  PAG. SUCC. >