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EZIO MAURO/ Rondolino: così la sinistra si riscopre garantista part-time

Pubblicazione:venerdì 24 agosto 2012

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Ezio Mauro è uscito alla scoperto. In un lungo editoriale pubblicato sul giornale che dirige, Repubblica, ha spiegato come la pensa sul conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale contro la Procura di Palermo e, più in generale, sul giustizialismo che in questi anni ha caratterizzato la sinistra italiana. Nell’ordine si è detto: d’accordo sulla necessità di far luce sulla presunta trattativa Stato-mafia; convinto che l’attività di un capo dello Stato in funzione dell’interesse pubblico consista anche nel conversare telefonicamente con mezzo mondo e che tali conversazioni, sempre nell’interesse della Repubblica, vadano tenute riservate; certo del fatto che contro il Quirinale sia in atto, quindi, un vero e proprio attacco; e che la colpa di un simile attacco, in fondo in fondo, vada pur sempre imputata a lui. A Berlusconi. Fabrizio Rondolino ci spiega cosa ne pensa di tutto ciò.

Come mai, secondo lei, le stesse attenzioni che Repubblica rivolge a Napolitano erano del tutto precluse a Berlusconi intercettato?

Nella peggiore delle ipotesi, stanno semplicemente adottando due pesi e due misure. Dando per scontato che Napolitano sia una persona per bene e Berlusconi un brigante; il che, porrebbe un problema da parte di chi, come Ezio Mauro, rivendica la centralità di alcun valori quali lo spirito repubblicano, lo stato di diritto, la Costituzione, la regalità repubblicana o lo spirito civile.

C’è anche un’ipotesi positiva?

Ad essere ottimisti, si può pensare che l’attacco a Napolitano aiuti una parte della sinistra a riflettere sui disastri di questo ventennio.

Crede, quindi, che Repubblica e il Pd stiano effettivamente abbandonando lo spirito giustizialista?

Me lo auguro. D’altro canto, per la sinistra non si tratterebbe altro che della riscoperta e del ritorno alla propria tradizione garantista. Non fosse altro per il fatto che, fino a pochi anni fa, poliziotti e magistrati erano tutti di destra ed espressione dello Stato; per intenderci: alla fine dell’800, tutti i socialisti erano avvocati. Tra di loro, non ce n’erano di Pm.

Perché Repubblica e il Pd hanno assunto, quasi contemporaneamente, la stessa posizione? C’è una strategia comune?


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