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LEGGE ELETTORALE/ 1. Ceccanti: sarà un po' tedesca, un po' spagnola, un po' greca

Stefano Ceccanti (Infophoto) Stefano Ceccanti (Infophoto)

È inevitabile. Ogni sistema a base proporzionale ha bisogno di un premio significativo e di uno sbarramento alto. Sono correttivi alla frammentazione. 
Aggiungo, bisognerà riformare i regolamenti per evitare che lo sbarramento venga aggirato, permettendo la formazione dei gruppi soltanto ai gruppi che lo hanno superato.

Dovesse passare questa nuova legge, finirebbe il tempo del Parlamento di “nominati”?

Esatto, anche all’ultimo momento l’elettore potrebbe conoscere i candidati, leggendoli direttamente sulla scheda. Se non lo dovessero convincere potrebbe dare il voto a un’altra lista. 
Insomma, con questa soluzione non tornano le preferenze, ma non cambia molto rispetto ai tempi del Mattarellum.

Secondo il leghista Calderoli per evitare di perdere due o tre mesi bisognerebbe usare i collegi senatoriali della legge Mattarella.

Impossibile. Ci sono stati movimenti di popolazione e due censimenti. Non sono più proponibili. È inutile illudersi: ci vorranno almeno due mesi per approvare le nuove circoscrizioni e la legge potrà essere operativa non prima di dicembre. Dopodiché si potrà votare a febbraio dell’anno prossimo.

Sfuma quindi l’ipotesi di un voto a novembre di cui parlano alcuni giornali?

Non è corretto dire che sfuma. Semplicemente non è mai esistita…

(Carlo Melato) 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
25/08/2012 - responsabilità (francesco taddei)

la vera riforma elettorale sarebbe quella con il vincolo di mandato. tutto il resto è anarchia.

 
25/08/2012 - preferenze (illuminati bruno)

finchè i nomi dei candidati saranno già stampati sulla scheda senza la possibilità di sceglierli dando le preferenze, il parlamento continuerà ad essere un parlamento di nominati.