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Politica

LEGGE ELETTORALE/ 1. Ceccanti: sarà un po' tedesca, un po' spagnola, un po' greca

Il senatore STEFANO CECCANTI ha già pronta la definizione per il modello nato, nonostante le smentite, dall’accordo tra Pd e Pdl. Un sistema che può cambiare il bipolarismo italiano

Stefano Ceccanti (Infophoto)Stefano Ceccanti (Infophoto)

«Proporzionale corretto con un bonus al primo partito». Il senatore democratico Stefano Ceccanti ha già pronta la definizione per il modello nato, nonostante  le smentite, dall’accordo tra Pd e Pdl. «Un sistema – spiega a IlSussidiario.net – che contiene alcuni elementi del modello tedesco (il mix tra collegi uninominali e listini), di quello spagnolo (seggi assegnati a livello di circoscrizione) e di quello greco (premio esplicito al primo partito). Niente di nuovo, intendiamoci, perché di questo si parlò sia prima delle amministrative, sia durante la trattativa Veltroni-Berlusconi del 2007».

Una scelta obbligata per i due principali partiti?

Direi di sì, riesce infatti a rispondere pragmaticamente alle esigenze di tutti. Innanzitutto i candidati tornano sulle schede, evitando però lo scontro fratricida tra esponenti della stessa forza politica. In secondo luogo si passa da un bipolarismo di coalizione a un bipolarismo fondato sui principali partiti, come avviene nei principali sistemi europei.
In sostanza dovrebbe entrare a regime l’intuizione del 2008, quando i principali partiti si presentarono alle elezioni da soli.

Si riferisce alla “vocazione maggioritaria” teorizzata da Veltroni?

Esattamente. Il sistema su cui si sta ragionando rende una scelta politica un’opzione di sistema, dato che le coalizioni troppo eterogenee hanno dimostrato di essere inadeguate.
Devo dire però che le proiezioni catastrofiste che i giornali fanno di questo modello non mi convincono.

A cosa si riferisce?

Sono in molti a sostenere, basandosi su recenti sondaggi, che questo sistema ci porterebbe dritti verso la Grande coalizione. È un ragionamento semplicistico che non coglie il cambiamento politico che questa novità introdurrebbe.
Se ci pensiamo, infatti, il Porcellum, che avrebbe dovuto escludere a priori l’ipotesi della Grande Coalizione, ha finito col produrla. Questa nuova legge, invece, non dando garanzie in questo senso dovrebbe favorire  l’aggregazione attorno ai due poli e il voto “utile” degli elettori. D’altronde, nemmeno in Francia il doppio turno poteva garantire una maggioranza a Hollande…

Non sarebbe quindi fantascienza immaginare una fusione tra Pd e Sel?

Non è da escludere. Riguardo ai socialisti, che sul governo Monti hanno la stessa posizione dei democratici, la darei questi per scontato.

Si parla poi di uno sbarramento piuttosto alto.


COMMENTI
25/08/2012 - responsabilità (francesco taddei)

la vera riforma elettorale sarebbe quella con il vincolo di mandato. tutto il resto è anarchia.

 
25/08/2012 - preferenze (illuminati bruno)

finchè i nomi dei candidati saranno già stampati sulla scheda senza la possibilità di sceglierli dando le preferenze, il parlamento continuerà ad essere un parlamento di nominati.