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DDL ANTI CORRUZIONE/ Gasparri dice no alla fiducia, il testo è da concordare con il Pdl

Polemiche tra il Pdl e il governo sul decreto anti corruzione Per Maurizio Gasparri se l'esecutivo non concorda con il suo partito il testo definitivo, si voterà no

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Il Pdl, nelle parole di uno dei suoi esponenti di punta Maurizio Gasparri, avverte il governo che il decreto legge anti corruzione rischia di essere bocciato. O almeno, il Pdl potrebbe votare contro. Gasparri ha lanciato l'avvertimento al ministro Patroni Griffi, criticandolo apertamente e definendolo una persona che ha "l'entusiasmo del neofita". Cosa è successo? In una intervista rilasciata dal ministro, Patroni Griffi ha detto che il decreto anti corruzione va approvato a ogni costo, anche con la fiducia. Parole che non sono suonate bene per l'esponente del Pdl che ha subito detto che se il testo definitivo del decreto non verrà concordato insieme al suo partito, il Pdl voterà contro anche in caso di fiducia. E' un ministro che ho sempre apprezzato, ha spiegato Gasparri, perché ha sempre rispettato il Parlamento. Ma le sue dichiarazioni di oggi, ha aggiunto, sono state dettate dall'entusiasmo, quello del neofita. "Anche noi vogliamo una legge contro la corruzione, ma vanno chiariti alcuni aspetti" ha voluto chiarire l'esponente del Pdl. Che ha anche detto che il testo del decreto va migliorato in diversi punti, "per evitare che invece di combattere la corruzione si combattano altre cose". Sul caso è intervenuto anche il ministro della giustizia Paola Severino che ha detto che secondo lei i problemi tecnici esistenti sul decreto si possono risolvere senza difficoltà. Se i partiti in Parlamento vogliono apporre delle modifiche, ha detto, esse sono benvenute. E' un testo, ha detto, che è a metà del suo cammino: "ritengo naturale che il governo lo voglia portare a compimento, tanto più per le evidenti ricadute sull'economia". Per la Severino l'approvazione del ddl al Senato è una priorità di governo come tutto l'esecutivo ha fatto sapere. E' critico nei confronti del Pdl invece il Pd che attraverso il capogruppo in commissione giustizia alla Camera, Donatella Ferranti, ha detto che il Pdl sul tema di questo decreto trova sempre degli ostacoli. "E' ormai una costante: almeno vengano allo scoperto, dicano cosa non gli va bene del testo che il Parlamento ha già cominciato a discutere, perché non basta dire no alla fiducia. Fino ad oggi, non abbiamo avuto riflessioni di merito ma solo ultimatum al governo" ha aggiunto.