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FESTA DEL PD/ Grillo attacca: chi paga i conti di ospiti come Benigni?

Beppe Grillo continua a prendersela con il paritto di Bersani, questa volta obbiettivo è la festa nazionale del Pd. Il leader dei Cinque stelel chiede da dove vengano i soldi 

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Non si placa la polemica tra il leader del Movimento cinque stelle e il Partito democratico. Dopo lo scambio di accuse, con qualche sforamento nell'insulto, tra Beppe Grillo e Pierluigi Bersani, l'ex comico e ora attivista politico torna alla carica. Contro il Partito democratico ovviamente, questa volta mettendo sotto accusa il sistema di finanziamenti di eventi come la Festa del partito. Prendendo spunto dalla esibizione di Roberto Benigni (che come si sa non ha cachet definibili economici) che tra l'altro aveva ironizzato e parecchio proprio su Grillo. Sul suo blog il leader dei Cinque stelle si chiede quanto costi tale festa e da dove giungano i soldi per  pagarla. E quanti soldi sia costata l'esibizione di Benigni, anche se non lo cita direttamente, ma mette il video della sua esibizione proprio sotto alle sue righe: si vede infatti Benigni che si abbraccia con Bersani. Poi parla di artisti invitati sul palco: "Lo fanno per solidarietà verso il pdmenoelle o a fronte di un ricco cachet? E questo cachet a quanto ammonta? Domande perdute nel vento" chiede Grillo. Poi insiste: con che soldi sono organizzati questi eventi, forse quelli del finanziamento pubblico ai partiti? Oppure grazie alla generosità di imprenditori amici, come Riva che come tutti sanno è il proprietario dell'Ilva di Taranto. Questa volta Bersani ha preferito non commentare e ribattere a Grillo come fatto nei giorni scorsi. Sempre più profondo il solco fra i due partiti, comunque, e sempre più accesa la polemica che il leader del Movimento cinque stelle ha deciso, in questo periodo di fine agosto, di riservare tutta al Partito democratico. Finirà qui? Sembra proprio di no perché in un nuovo post sul suo blog il Pd viene attaccato per il problema dell'inquinamento. Sotto accusa una centrale a carbone "controllata" da De Benedetti, definito il tesserato numero uno del Pd, i cui dati sull'inquinamento sono stati tenuti nascosti. La centrale si trova in provincia di Savona. Non solo: secondo quanto riportato, il Pd vorrebbe nuovi gruppi a carbone di maggiore potenza con un durata di cinquanta anni, nonostante la popolazione sia contraria.