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LEGGE ELETTORALE/ Alfano: sì alla riforma ma non al voto anticipato

Pubblicazione:mercoledì 29 agosto 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

"Noi vogliamo la legge elettorale e non vogliamo le elezioni anticipate". Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, smentisce all'Adnkronos quanto pubblicato oggi su La Repubblica, secondo cui Silvio Berlusconi starebbe pensando di accelerare l’approvazione della legge elettorale per poter andare al voto già a novembre. "E' una ricostruzione fuori dalla realtà", ha detto Alfano. "Proprio perché vogliamo la legge elettorale sono stati sciolti alcuni importanti nodi, come sarà più chiaro già nelle prossime ore". L’obiettivo è dunque quello di archiviare il Porcellum ma non di anticipare il voto. Come ha già sostenuto pochi giorni fa in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Alfano conferma “l'intendimento del partito di proseguire la legislatura'' con il governo Monti, e punta il dito contro ''il malvezzo di attribuire al Popolo della Libertà retropensieri e intendimenti, che cozzano con la nostra lineare condotta e sono preordinati a creare confusione''. Riguardo l’articolo pubblicato oggi da La Repubblica è intervenuto anche Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi, secondo cui quanto scritto dal quotidiano, che “darebbe conto degli incontri di ieri del presidente Berlusconi è totalmente privo di ogni fondamento e narra di fatti e considerazioni mai avvenute. La riunione del presidente Berlusconi con i suoi legali è avvenuta nel corso della mattinata per assumere alcune decisioni in ordine ai procedimenti in corso. In tale riunione mai si sono correlate le vicende processuali con le scadenze elettorali". Ghedini prosegue dicendo che “vi è stata poi, sempre nel corso della giornata, una successiva riunione, con altri partecipanti, per discutere dei contenuti tecnici della legge elettorale. Durante questa riunione mai si è accennato alle questioni processuali. Del resto il richiamo al processo Ruby, che sarebbe destinato secondo il giornalista a terminare a novembre con una sentenza di condanna, è palesemente fuori dalla logica e dalla realtà". Sempre Angelino Alfano, invece, intervistato pochi giorni fa dal Corriere della Sera, aveva in effetti sottolineato che il voto sarebbe avvenuto non prima di sei mesi: "Silvio Berlusconi che guida una campagna elettorale che punta al pareggio? Noi corriamo per vincere e governare", aveva detto Alfano, e "gli elettori devono avere chiara l'alternativa tra due modelli". 


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