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LEGGE ELETTORALE/ Meloni (Pdl): la linea del partito è una sola, no a elezioni anticipate

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Il fatto che gli italiani sappiano nel momento in cui vanno a votare per chi stanno votando. E cioè: per quale premier, per quale programma e per quale coalizione. A queste libertà sacrosante è stata però negata con la legge Calderoli la libertà di scegliere il parlamentare. Poi sappiamo che ci sono alcune questioni un po' complesse come i premi di maggioranza fra Camera e Senato perché al Senato c'è anche una maggioranza regionale, una questione subentrata all'indomani di un rilievo fatto dal Quirinale. Allora io ho proposto una legge che corregge sostanzialmente i due limiti della legge Calderoli.

 

Cioè?

 

Rimettere il premio di maggioranza al Senato e soprattutto introdurre l'espressione del voto di preferenza nella scelta dei parlamentari. Quindi questa proposta aggiunge alle libertà che quella legge già garantisce anche la libertà di scegliersi il parlamentare. Una legge che si approva in un pomeriggio se si vuole.

 

E perché non si vuole approvarla?

 

L'ho presentata proprio perché poi non si potesse dire che non c'erano stati i margini nella scelta di un possibile accordo per modificare la legge elettorale. Il concetto è che se non si trova una legge migliore di questa si possono modificare le cose che non hanno funzionato in questa legge elettorale in vigore.

 

Le chiedo di nuovo: perché non si vuole approvare la sua proposta?

 


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