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SCENARIO/ Polito: legge elettorale, le "doppie alleanze" dividono il Paese

Pubblicazione:mercoledì 29 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 29 agosto 2012, 9.38

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Sostanzialmente, c'è un accordo per il ritorno al proporzionale. Poi ci sono diverse valutazioni sul premio di maggioranza, tra l’altro altissimo (15%), che dovrebbe andare al partito, come vuole il Pdl, o alla coalizione, come vuole il Pd. E qui, già si vede un primo calcolo politico immediato. Perché il Pdl non pensa più a una coalizione, che del resto non può fare, nemmeno con la Lega, mentre il Pd sta percorrendo la strada dell’alleanza con Nichi Vendola.

Poi, ancora c'è la questione del collegio uninominale

Che il Pd vuole, ma il Pdl non intende seguire, perché ormai è un partito dove ci sono gruppi che si mettono in concorrenza l'uno contro l'altro. Io credo che qualsiasi soluzione passi attraverso questa impostazione sia sostanzialmente pericolosa. Guardando i sondaggi, si scopre che due partiti possono arrivare al 25% e, allo stesso tempo, si può prevedere una situazione di tre forze politiche che sono al di sopra del 20. Alla fine, anche con un premio di maggioranza che sfida le norme di rappresentatività, c'è sempre il rischio di ingovernabilità del Paese. Mi ricorda il sistema elettorale della Grecia, dove si è dovuto votare due volte per formare poi una grande coalizione.

L'impressione è che si navighi a vista, nella confusione, e si voglia guadagnare tempo

In effetti, la sensazione è questa. La vicenda della nuova legge elettorale nasce dalla volontà di superare il “porcellum” che prefigurava, con tutti i difetti noti e stranoti, uno schema bipolare. Ora, questo schema non c'è più. Ma la questione della legge elettorale si è intrecciata a una possibile interruzione prima del tempo della legislatura, cioè al problema del voto anticipato. C'è chi pensa che, se ci fosse già adesso una legge elettorale nuova, si potrebbe andare a votare subito. Quindi, una forza politica come il Pdl, che non ha alcuna intenzione di andare a votare a novembre ad esempio, prende tempo, cerca di allungare i tempi di un possibile accordo per superare questa ipotetica scadenza delle elezioni anticipate.

Tutto questo evidenza un grande distacco tra politica e paese reale


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COMMENTI
29/08/2012 - strumenti democratici (francesco taddei)

la carenza di "liderscip" si cura tornando ai congressi! e non alle convenscion.