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STRANE-INTESE/ Fioroni: ecco perché Bersani preferisce Vendola ai moderati

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Pierluigi Bersani (InfoPhoto)  Pierluigi Bersani (InfoPhoto)

Il raffreddarsi del rapporto tra Bersani e Casini sembra inversamente proporzionale all’avvicinarsi della competizione elettorale. Se, fino a poco tempo fa, l’asse con l’Udc sembrava nettamente privilegiato rispetto a quello con Sel, oggi gli equilibri appaiono invertiti. Il leader del Pd lo ha detto esplicitamente, intervenendo alla festa del partito: «tra Casini e Vendola, io mi tengo Vendola». E’ pur vero che il suo ragionamento non fa una piega. Ciascuno operi nel suo campo, ha detto. Facendo presente che lui, al momento, sta lavorando per l’alleanza con le forze di centrosinistra, campo ove di certo non è annoverabile Casini. Ora, al di là delle geometrie elettorali, sul fronte dei contenuti programmatici e ideali si pone per buona quota del Pd un problema non da poco. Ne abbiamo parlato con l’ex ministro della Pubblica istruzione, ed esponente del Pd, Beppe Fioroni.   

Come valuta, anzitutto, le parole di Bersani?

Si è limitato a dire semplicemente ciò che va ripetendo da mesi. Cioè, che il nostro sforzo consiste, anzitutto, nel riordinare e riassettare il centrosinistra. All’interno del quale c’è spazio per Vendola ma non più per Di Pietro, Rifondazione Comunista, la Federazione della Sinistra e Beppe Grillo. Il segretario, inoltre, resta un fautore dell’alleanza tra l’area riformista e quella moderata. Il rapporto con la quale, però, pone alcuni problemi.

Quali?

Tanto per cominciare, si è dimostrato come essa non sia assimilabile all’Udc; il partito di Casini, infatti, nelle ultime elezioni non è stato in grado di intercettare i tanti voti dei delusi da Berlusconi. Prima di potersi alleare con tale area, quindi, sarebbe necessario che tale area esistesse. E che decidesse da che parte stare. Al contrario, si scorge il tentativo di rimettere in piedi una legge elettorale, che complice la volontà di inserire un premio per il partito maggiore, lasci gli elettori orfani della possibilità di scegliere il presidente del Consiglio, di sapere quali saranno le forze politiche che governeranno, e di conoscere in anticipo il loro progetto; contestualmente, si cerca di siglare alleanze fondate non tanto su un progetto quanto sull’opportunità: progetto e alleanze prima del voto, invece, danno la cifra dell’affidabilità delle forze politiche che si candidano al governo del Paese.

Quindi, cosa chiedete?


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