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IL CASO/ 1. Sansonetti: l’asse Bersani-Vendola è un suicidio politico

Pubblicazione:venerdì 3 agosto 2012

Nichi Vendola (Infophoto) Nichi Vendola (Infophoto)

Io la penso come lui, Vendola e Bersani evidentemente sono convinti che sarà il potere a rigenerarli. Per di più passando attraverso il “montismo”, l’esperienza politica più di destra che l’Italia abbia mai conosciuto dalla Liberazione ad oggi. 

Ma hanno ragione i giornali di destra? Vogliono rifare il Pci?

Ma quale Pci? È solo tornato il Pds. Quel pezzo di sinistra che ha sembra combattuto quell’idea si ritrova oggi a realizzarla. Perché non farlo nel ’91 allora? E poi, politicamente, che differenza c’è tra Bersani di oggi e il Veltroni di tre anni fa? Sono domande a cui nessuno sta dando risposta.
Tornando al Partito Comunista, comunque, non molto tempo fa, ci ragionammo in numero intitolato “Aiuto! Torna il Pci”. Di fronte, al nulla, all’incapacità di affrontare la modernità c’era il rischio che la sinistra provasse a rifare il Pci. Sarebbe un’esperienza drammatica, che finirebbe per esaltarne i difetti più che i pregi. Una sorta di suicidio, simile a quello a cui stiamo assistendo in questi giorni. 


Ma secondo lei, nascerà qualcosa di nuovo a sinistra, nel deserto di cui parlava prima? 

Difficile dirlo, conosco bene il mondo della sinistra, ma i tempi sono così cambiati che quando sento dire che la “base” è critica con Vendola mi viene da ridere. La base non esiste più da un pezzo, al massimo c’è l’elettorato. Metà di quello non lo seguirà. Nella scelta del vendolismo c’era una certa dose di sovversione, che a questo punto si perde. Di Pietro è in condizione di raccogliere parte dell’eredità, ma non è detto che non si faccia avanti anche qualcun altro…

(Carlo Melato)



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