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Politica

TAGLIO PROVINCE/ Il costituzionalista: la "campagna acquisti" dei comuni? Solo le Regioni possono evitarla

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Quale?

Con il vecchio decreto legge Salva Italia le province venivano svuotate dei compiti e quindi diventavano scatole vuote che nel futuro sarebbero state definitivamente soppresse. Invece con la norma inserita nella  spending review le province hanno riacquistato funzioni importanti. 

Quali?

Sono destinate a diventare enti "con funzione di area vasta". 

Cosa significa? 

Le province sostanzialmente conservano le vecchie funzioni. E cioè: pianificazione territoriale e ambientale, trasporto e viabilità e, grazie alla correzione che è stata fatta recentemente, la programmazione della rete scolastica, edilizia compresa. Inoltre la provincia comincia ad avere una funzione di indirizzo politico e di coordinamento su tutti gli enti locali con una funzione appunto che può andare al di là di tutte le singole iniziative elencate, ma può diventare un collante di esigenze degli enti locali. In questo senso sarebbe una contraddizione un ente così significativo politicamente farlo coincidere con un piccolo territorio. La riforma spinge verso i grandi territori, quindi le Regioni dovrebbero avvallare questo disegno.

Si riconosce un ruolo positivo alle province, nonostante le tante critiche che si sono riversate su questi enti?

Il problema è che le province non possono essere soppresse se non con una riforma costituzionale. Quindi bisogna essere realisti: nulla toglie che il legislatore voglia sopprimere le province, ma ci vuole una riforma costituzionale. In attesa di ciò le cose che si possono fare è rendere le province più funzionali, dare a esse una funzione di ente di area vasta e renderle più dinamiche nel rapporto con le regioni. Una funzione di collante con le esigenze dei comuni e le regioni insomma. La Regione può cedere anche ulteriori funzioni regionali. 

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