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STRANE-INTESE/ Bobba (Pd): Bersani ha scelto Casini ma non si vede

Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani (InfoPhoto) Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani (InfoPhoto)

Anche laddove fosse accettata la proposta del Pd di conferire alla coalizione vincente un premio di maggioranza del 15%, tutte le proiezioni asseriscono che la sola alleanza con Sel  produrrebbe una maggioranza risicatissima se non, addirittura, una non maggioranza. Qualunque sondaggio, infatti, prevede che il Pd prenda non più del 26-28% dei voti, mentre Sel non più del 6-8%. E’ facile rendersi conto di come, sommando i risultati nella migliore delle ipotesi e aggiungendovi un 15%, il risultato non consentirebbe di dar vita ad un governo solido. L’alleanza con il centro, quindi, resta la strada principale e obbligata. E questo Bersani lo sa molto bene.

In ogni caso, anche se di semplice tattica trattasi, Bersani ha espresso una preferenza che potrebbe tradursi in uno sbilanciamento a favore dell’impostazione programmatica di Sel, a scapito del centro. Non crede che tutto ciò, ai cattolici del Pd, sul fronte dei temi eticamente non negoziabili, ponga qualche problema?

Sicuramente, si tratta di temi problematici e critici. La vigilanza e l’attenzione ai quali, affinché non vi siano degli scivolamenti impropri, deve essere mantenuta. D’altro canto, le ricordo che il Pd, su tali questioni, ha approvato un documento in cui ha sancito un certo equilibrio. La nostra linea, quindi, è definita, non ce ne sono altre da inventare. Credo, in ogni caso, che il bipolarismo politico non debba trasferirsi ai temi etici; questi ultimi, infatti, hanno a che fare con le coscienze delle persone e con i valori delle nostre comunità e vanno sottratti alla contesa politica tra gli schieramenti.

Bagnasco, nella sua omelia alla Madonna della Guardia, ha detto che è il momento «della rifondazione della politica e della partecipazione, della riforma dello Stato»: a cosa si riferiva?