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Politica

STRANE-INTESE/ Bobba (Pd): Bersani ha scelto Casini ma non si vede

LUIGI BOBBA spiega perché lo sbilanciamento del leader del Pd Bersani nei confronti di Sel è solo apparente e non porrà alcun problema ai cattolici che militano nel partito

Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani (InfoPhoto)Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani (InfoPhoto)

Si è detto soddisfatto Nichi Vendola, e non poteva dirsi altrimenti, del fatto che Bersani lo abbia preferito a Casini. Nel corso della festa del Pd, il leader democratico aveva pronunciato una frase che difficilmente potrebbe dare adito a equivoci: «Provate a chiedermi chi sceglierei tra Vendola e Casini. Mi tengo Vendola» ha detto, facendo presente che, se il compito del Pd consiste nel ridefinire il campo dei progressisti e del centrosinistra, Casini, con tutto ciò, non ha nulla a che fare. «Non credo che sia una mossa tattica. Sono molto contento di come Bersani abbia tradotto un concetto politico, cioè la ricostruzione del campo dei progressisti sulla base di rapporti di lealtà e stima reciproche. Per me è la conferma umana e politica di una persona intellettualmente onesta e leale», ha commentato Vendola. Va da sé che le sue opinioni non sanciscono alcunché di definitivo. E, se il capo di Sel si dice convinto del fatto che la tattica non abbia nulla a che fare con le esternazioni di Bersani, l’onorevole del Pd Luigi Bobba afferma l’esatto contrario.

L’asse con l’Udc, fino a poco tempo fa, sembrava quello privilegiato rispetto a quello con Sel. Ora i rapporti di forza appaiono invertiti. Cos’è cambiato nel frattempo?

Ad oggi, non parlerei di un vero e proprio asse privilegiato con Sel. Il Pd ha sempre pensato che, per avere una maggioranza di governo, occorra disporre di un’ala sinistra quanto di un’ala moderata. Tuttavia, negli ultimi giorni, le affermazioni di Casini relative alla volontà di andare avanti con Monti, hanno posto in calcio d’angolo la premiership di Bersani,  imponendo una modifica alla sua tattica.

Eppure, sembra che Bersani abbia scelto inequivocabilmente con chi stare.

Ribadisco, si tratta, per lo più, di un gioco tattico. La situazione, infatti, appare ancora estremamente incerta. E, per dare al Paese un governo riformista, c’è bisogno di un’alleanza tra riformisti e moderati. Senza il centro, l’esecutivo non sarebbe in grado di proseguire nella sua azione.

Davvero?

No, per poter governare occorre un’ampia maggioranza numerica.

E con Sel non l’avreste?