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SCENARIO/ Furio Colombo: Pd-Sel come il Pds di Occhetto? Meglio i sindacati...

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A Taranto, la manifestazione è stata distirbata da alcuni Cobas. Ma la maggior parte di essi ha preso parte ad un’immensa manifestazione unitaria come non si vedeva da tempo, inimmaginabile ai tempi di Sacconi, che di volta in volta riusciva a portarsi via due sindacati; o ai tempi di Marchionne, che sarebbe riuscito a isolare la Fiom. Si è determinato un riavvicinamento determinato da un’istintiva percezione del pericolo. Troppa gente lasciata fuori dal recinto della cose che devono realizzarsi insieme pone un problema di squilibrio. Da quando i sindacati hanno iniziato a stare insieme, del resto, il peso del mondo del lavoro è diventato molto più importante di un anno fa.

Crede, in ogni caso, che Sel e l’Udc riusciranno a convivere nella stessa coalizione?

Rispetto alle storie dei rispettivi partiti, credo che produrrà molto più disorientamento tra i propri elettori e molti più danni l’avvicinamento dell’Udc a Vendola rispetto dall’avvicinamento di Vendola a Casini. L’Udc, del resto, ha un ruolo favoloso quando le circostanze sono critiche, ma a rischio di violenza e tempesta è tipiedo, mentre il corso degli eventi non si sposta né drasticamente a destra né drasticamente a sinistra; in tale contesto, riesce a farsi notare e ammirare, ammonendo con grandi e saggi discorsi. Quando si tratta di decidere, si trova in difficoltà.

Pensa che ci potrebbero essere dei contenuti programmatici in grado di mettere a rischio l’intesa?

Direi di no. Quando mai una delle componenti presenti in Parlamento ha mai affrontato i temi eticamente sensibili? Per il resto, il legame con l’Europa è tale da rendere ogni movimento praticamente obbligato.  I percorsi programmatici saranno estremamente intermedi, moderati, e limitati ad una gamma ridotta e tollerabile secondo le istanze internazionali. Non si potrà promettere lavoro, sviluppo, cambiamenti sul fronte della tasse e delle spese. 

 

(Paolo Nessi)

 

 



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