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Politica

CAMERA/ Via libera alla Spending review: tetto agli stipendi dei manager e tasse più alte per i fuoricorso

Grazie a 403 voti favorevoli la Camera ha dato in mattinata il via libera sul decreto della cosiddetta "Spending review". Soddisfazione da parte del Governo che incassa così la fiducia

Camera dei deputati (Infophoto)Camera dei deputati (Infophoto)

Grazie a 403 voti favorevoli (i contrari sono stati 86, mentre gli astenuti 17) la Camera dei Deputati ha dato in mattinata il via libera sul decreto della cosiddetta "Spending review". Soddisfazione da parte del Governo, presieduto da Mario Monti, che incassa così la fiducia, come era stato largamente previsto.
Il voto per appello nominale è cominciato alle 11 e si è svolto senza alcun intoppo. Il voto finale è invece previsto per le 15.45 (e sarà trasmesso in diretta Tv dalla Rai). I numeri in gioco e il quadro politico attuale lasciano comunque intendere che non ci saranno sorprese. Ad ogni modo, se da parte del Parlamento arriverà il sì definitivo, il testo, già licenziato da parte del Senato della Repubblica, diventerà legge.
Con il termine inglese "Spending review" si intende semplicemente la revisione della spesa pubblica. Quei tagli, in questo momento di crisi economica e finanziaria globale, ancora più necessari per rimettere in ordine i conti dello Stato italiano. Nel testo, a titolo d'esempio, si passa dal tetto a 300mila euro per gli stipendi dei manager all'austerity in Bankitalia alle tasse universitarie più alte per i fuoricorso (anche se non si tratta propriamente di "tagli"), fino all'addizionale Irpef più cara per le regioni in deficit sanitario. Non ci sarà la cancellazione delle province, né l'accorpamento, ma un sostanziale riordino. I criteri minimi restano quelli già dichiarati: dimensione territoriale non inferiore a 2.500 chilometri quadrati e popolazione residente non inferiore a 350mila abitanti. Salta il taglio previsto di 30 milioni ai fondi per la ricerca così come per il Centro sperimentale di cinematografia, per l'Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi e per la Cineteca nazionale.
I ministeri avranno ancora sei mesi per provvedere al taglio del numero dei dipendenti (ministero dell'Interno e ministero degli Esteri). Una buona notizia invece arriva per i terremotati dell'Emilia. I sei miliardi destinati a imprese e cittadini stanno per arrivare. Non solo, i comuni e il commissario regionale potranno fare assunzioni a tempo determinato per affrontare l'emergenza.