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SCENARIO/ Sacconi: tre idee per una agenda della sovranità nazionale

Pubblicazione:martedì 7 agosto 2012

Maurizio Sacconi (Infophoto) Maurizio Sacconi (Infophoto)

Il mio è un auspicio alla condivisione. L’agenda di cui parlo dovrebbe essere necessariamente bipartisan ed e' una sfida rivolta soprattutto al Pd.

Nella prospettiva di una Grande coalizione?


Non ho detto questo per un motivo molto semplice: sui punti che ho appena elencato credo che ci dovrebbe essere un’intesa. Per quanto riguarda invece il tema dello sviluppo è giusto che ci sia un confronto tra due idee contrapposte che stanno emergendo con grande chiarezza. Da un lato una cultura profondamente ostile all’impresa, considerata come mezzo di sfruttamento del lavoro, che vede in prima fila parti consistenti dello stesso Pd, del sindacato e della magistratura (basti pensare ai provvedimenti giudiziari presi su Taranto e Pomigliano). Dall’altro chi, come noi, pensa che l’impresa sia non solo funzionale alla produzione della ricchezza, ma anche un luogo comunitario di interessi e di valori. E come tale meriti una regolazione di favore.

Lo scontro tra gli schieramenti quindi ci sarà e si giocherà tutto su questo punto?

Ne sono convinto. Nel nostro Paese esistono ancora delle forze ostili all’impresa e devono essere sconfitte. Su tutto il resto, lo ripeto, il Pdl è disponibile a dialogare.

E con quale legge elettorale si potrà competere? 

Mi auguro che si arrivi a un’intesa. Ad oggi, stiamo andando verso un premio al primo partito, sia in termini di incremento di seggi, sia nel suo ruolo primario per la costruzione del governo. 

In questo scenario lei crede davvero che l’Udc si schiererà con il cosiddetto “Polo della speranza” formato, per ora, da Pd e Sel? 

Purtroppo vedo nella posizione dell’Unione di Centro un ostinato tatticismo. E questo mi preoccupa perché se questo atteggiamento è naturale in tempi di stabilità non lo è quando l’economia e le istituzioni non sono al sicuro. 
In questo momento storico ancor piu' i valori fondanti della nazione non possono essere confinati in una dimensione laterale perché se si dovesse ulteriormente sviluppare una domanda di trasformazione dei desideri privati in diritti pubblici l’Italia sarebbe condannata al declino. A mio avviso, invece, la società italiana ha bisogno di riscoprire elementi di vitalità a partire dal valore stesso della vita. Non c’è vitalità economica e sociale, se non si parte da una visione antropologica positiva. Casini ci pensi bene.

Porre l’accento sul tema dell’impresa significa lavorare affinché le strade di Pdl e Lega Nord possano incontrarsi di nuovo?


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COMMENTI
07/08/2012 - compiti della politica (francesco taddei)

l'ex ministro dimentica le necessarie liberalizzazioni degli ordini professionali e della distribuzione (vedi ist. bruno leoni), difese strenuamente dal suo partito.