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SCENARIO/ Giovanardi (Pdl): così Casini ha azzerato l’Udc e tradito il Ppe

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Quando nel ’94 fondammo, con Casini, il Ccd, in polemica con Rosi Bindi, Martinazzoli, o Mattarella - la sinistra Dc, insomma – ritenemmo che la nostra tradizione, la nostra storia e i nostri principi fossero del tutto incompatibili con la sinistra. Fu lo stesso Casini a teorizzare tale incompatibilità. 

Cosa lo ha spinto, quindi, a invertire la rotta?

Ha degli obiettivi - legittimi, per carità! – come la presidenza della Repubblica o quella del Consiglio e fa di tutto per perseguirli. Nella totale indifferenza dei contenuti.

Lei, perché è passato al Pdl?

Io, come tanti altri, ho aderito perché è un partito popolare, di ispirazione cristiana, saldamente ancorato nel Ppe. Si risponde a Casini, quindi, facendogli presente che sulle questioni che riguardano la famiglia, il diritto alla vita, la bioetica e la solidarietà, noi, a differenza sua, siamo stati coerenti. Difendendo dentro e fuori il Parlamento tali valori.

Ritiene fondata l’ipotesi di estrometterlo dal Ppe?

Credo che, di fatto, si sia già collocato fuori. Dal punto di vista politico, l’alleanza con Sel è un episodio gravissimo. Ma non credo che si possa risolvere semplicemente con una battaglia di carte bollate. Meglio valorizzare la componente cattolica e democristiana in seno al Pdl. 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
08/08/2012 - On Casini e U.D.C. (cesare barbadoro)

Da cittadino cattolico sostenevo l’U.D.C. in quanto si ispirava ai valori cristiani: del rispetto alla persona, della solidarietà e della lealtà. Di conseguenza, e coerentemente a questo irrinunciabile valore spirituale e sociale, credevo rientrassero da parte dei politici eletti nell’U.D.C., obblighi di coerenza e di lealtà all’ideale del partito e al programma promesso all’elettorato. Mi domando: che testimonio è stato l’On. Casini dei valori cui pubblicamente dichiarava ispirarsi se, di fatto, in questa delicatissima e drammatica situazione economica e sociale del Paese tradisce la linea politica promessa all’elettorato per avere, come minoranza strategica in un futuribile quadro politico instabile, maggior peso da mercanteggiare nel bipolarismo italiano? L’Onorevole Casini sta traghettando il peso politico dell’UDC verso un’area diversa, non certo voluta dai suoi elettori cattolici, in una sciagurata iniziativa da “armata Brancaleone” con l’anticlericale Fini, il compagno Bersani e il comunista Vendola. Ancor più grave è l’affermazione di voler render noto il programma e lo schieramento politico cui Casini intende aderire, solo dopo il risultato elettorale. Come pretendere un assegno in bianco dell’elettore che, imbelle, delega Casini a svolgere incondizionatamente ciò che vuole! Solo un folle può chiedere una cosa del genere. Forse l’On. Casini si è montato troppo la testa e, da dittatore del suo Partito, sta dando i numeri.