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SCENARIO/ Polito: i partiti hanno "tradito" Napolitano

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Giorgio Napolitano (Infophoto)  Giorgio Napolitano (Infophoto)

«È innegabile che la ripetuta sollecitazione del Presidente della Repubblica ad approvare in Parlamento modifiche costituzionali non ha trovato riscontri». Con queste parole, ieri sera, è arrivato dal Colle l’ennesimo ammonimento, il terzo nell’ultimo mese, a una classe politica alle prese con le ultime polemiche che precedono la pausa estiva. «Se facciamo un bilancio serio c’è poco da stupirsi – dice a IlSussidiario.net Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera –. Quando nacque il governo Monti venne concordata una divisione di ruoli: all’esecutivo le riforme economiche (pensioni, lavoro e liberalizzazioni), ai partiti quelle politiche (dalle riforme istituzionali, alla nuova legge elettorale fino alla riforma dei partiti). La verità è che Mario Monti ha fatto il suo dovere, senza essere esente da critiche, mentre la politica non ha fatto nulla, se si esclude il finanziamento pubblico dei partiti sull’onda di due scandali imponenti. Il conto di questa situazione lo pagherà comunque la classe politica che rischia di presentarsi alle prossime elezioni senza aver dimostrato una capacità di autoriforma tale da giustificare un nuova richiesta di fiducia».

Anche l’ipotesi di una nuova legge elettorale proporzionale con un premio di governabilità del 10% sembra troppo poco?

Vede, sostituire l’attuale legge è una necessità, da un lato perché non dà la possibilità agli elettori di scegliere gli eletti, dall’altro perché non è più compatibile con l’attuale sistema politico. Fino a quando c’erano due coalizioni infatti un premio di maggioranza di quelle dimensioni poteva anche essere accettabile, ora che non ci sono più rischierebbe di falsare la volontà popolare. Per intenderci, un partito del 25% che arrivasse primo potrebbe ritrovarsi con il 55% dei seggi alla Camera ed eleggere addirittura da solo il Presidente della Repubblica al quarto scrutinio. Fatta questa premessa, la proposta che stanno portando avanti Pd e Pdl non mi convince.

Per quale motivo?

Innanzitutto perché il premio su collegio nazionale non esiste in nessun altro sistema. Dopodiché, il sistema scelto, più che aggiungere un bonus gratuito a un proporzionale puro, dovrebbe rispettare il volere degli elettori trasformandolo adeguatamente in seggi. La scorciatoia che è stata indicata, invece, ci porta direttamente al sistema greco che, non a caso, non ha funzionato.

Passando agli schieramenti, la polemica tra il Pdl e i tecnici sulle parole di Monti al Wall Street Journal sembra archiviata. Lei come ha letto questa vicenda?

Mi è sembrata una tempesta in un bicchier d’acqua. Da un lato è difficile ipotizzare un disegno strategico del premier attraverso un’intervista rilasciata più di un mese fa. Dall’altro Monti ha detto comunque una cosa vera: lo spread a 440 fa ancora paura, ma se non ci fossero state le dimissioni di Berlusconi a questo punto saremmo già sotto tutela, magari con un programma di assistenza simile a quello di Grecia e Portogallo. 



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