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MONTI-BIS (?)/ Battista: si farà per impedire a qualcuno di uscire dall'euro

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Giorgio Napolitano con Mario Monti (InfoPhoto)  Giorgio Napolitano con Mario Monti (InfoPhoto)

Ai fautori del Monti bis si è aggiunto un partito vero e proprio. Dopo che gli esponenti del mondo economico presenti a Cernobbio al Workshop Ambrosetti hanno espresso la propria preferenza per un secondo incarico da conferire al professore, l’Udc si è accodata. Casini, nel suo intervento conclusivo alla festa del partito, a Chianciano, ha detto esplicitamente che dopo Monti non ci potrà essere nessun altro che non sia Monti stesso. Secondo Casini, benché l’attuale premier abbia più volte sostenuto che il suo impegno si conclude nel 2013, l’attuale agenda, nonché lo spirito di concordia repubblicana di questi mesi, non possono essere archiviati. L’idea non fa impazzire di gioia il Pdl. Che, per bocca del segretario Alfano, fa presente che, se proprio Monti vorrà candidarsi, dovrà farlo esplicitamente. I cittadini dovranno quindi vedere sulla scheda elettorale il suo nome. Abbiamo fatto il punto della situazione con Pigi Battista.

Su queste pagine, Piero Sansonetti ha affermato che ci troviamo di fronte ad una cessione di sovranità bella e buona. Secondo lei, come stanno le cose?

Direi che la sovranità è già stata ceduta. Parliamo non tanto di una prospettiva, quanto di una realtà fattuale. I centri decisionali sono già stati spostati altrove. La politica del nuovo governo, infatti, dovrà necessariamente coincidere con il Fiscal compact, a prescindere da chi sarà il futuro presidente del Consiglio. Il provvedimento, infatti, stabilisce nel dettaglio le linee economiche dei Paesi, dettando le condizioni affinché possano rimanere adivisa unica. L’unica alternativa, quindi, è uscire dall’euro. Il che è ancora nelle disponibilità degli Stati nazionali.

Eppure, il Fiscal compact è comune a tutta l’Eurozona, mentre la situazione politica italiana è solo italiana.

E’ accaduto che i partiti hanno dovuto registrare non tanto la crisi di un governo o di un partito, cosa in democrazia del tutto normale, quanto l’impossibilità di attivare il normale meccanismo democratico che segue crisi di questo genere: ovvero, l’alternanza di governo attraverso le elezioni.

Perché è andata così?



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