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BEPPE GRILLO/ Telese: al bivio tra i ragazzi dell'Emilia e Casaleggio

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Certamente il caso Favia rappresenta uno spartiacque, un primo blocco storico della vita di questo movimento. Nella prima fase, in quella entusiastica e artigianale non si era mai posto il problema di chi decide, era un fatto scontato, era un partito del 3,5% e tutto sommato non ci sono mai stati conflitti. Adesso invece è un partito che fa cifre molto più alte e tutto diventa più delicato. Soprattuto il tema delicato è quello relativo a chi decide in questo movimento, è certamente il tema più importante. Chi conta qua dentro, i vari eletti che sono ragazzi dell'Emilia o l'industriale manager Casaleggio che tutto sommato non ha un ruolo elettivo nel movimento?

 

Ecco, Casaleggio, è senz'altro la domanda che si fanno tutti oggi. Lei che opinione ne ha?

 

Casaleggio? Neanche lui è lo SP.E.C.T.R.E., è Casaleggio e questo basta. Per prima cosa è un personaggio che porta criteri imprenditoriali dentro la politica, il precedente infatti non è dei più esaltanti, e poi punta tutto sul marketing mentre come sappiamo la politica non si fa con il marketing. La politica è fatta di carne e sangue, quindi solo con il marketing non si va lontano o si creano dei problemi. Oppure si ha bisogno di una logica molto militarizzata. Casaleggio ha un rapporto quasi simbiotico con Grillo ed è sostenitore di tesi un po' balzane sul suo sito. Profetizzava infatti l'avvento di un super organismo mondiale in cui non ci sarebbero più state differenze politiche  che sarebbe nato dopo la fine di una guerra batteriologica. Insomma un personaggio da prendere con le molle. Personalmente mi fido molto di più dei grillini che di Casaleggio.

 

Della presunta campagna di odio nei suoi confronti, denunciata da Grillo, che ne pensa?

 

Guardi, penso alle panzane che Grillo ha scritto sul nostro conto e quindi cosa vuole che possa dire? Mi sembra che faccia come molti politici italiani che denunciano sempre di essere sotto attacco con una pletora di povero povero me, sono vittima. Ma vittima di che? Noi facciamo i giornalisti, lui ha sostenuto addirittura che Favia ha inventato l'auto intercettazione. Saranno i fatti a dimostrare se esiste il pluralismo dentro al suo movimento oppure no.

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