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SCENARIO/ Sorgi: vi svelo il nuovo "asse" Pdl-Udc-Lega

Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano (Infophoto) Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano (Infophoto)

Se fino a poco tempo fa tutti davano per consolidata l’alleanza tra Casini e il Pd, da domenica, è evidente che non è più così. Casini, infatti, ha ribadito l’intenzione di prolungare l’esperienza del governo Monti. Ipotesi del tutto incompatibile i contenuti programmatici del Pd.

In molti affermano che il Pd, in realtà, non abbia nessuna intenzione di governare ma che stia lavorando alla grande coalizione e al ritorno di Monti

No, guardi, credo che l’intento di Bersani sia, invece, proprio quello di governare. Una volontà, del resto, già espressa a novembre dell’anno scorso. Se, quindi, come in questi ultimi tempi affermano i sondaggi, il Pd sarà il partito maggiore, non vedo perché dovrebbe abdicare ad una tale e legittima ambizione.  

In ogni caso, quante sono le chance effettive di un ritorno di Monti a Palazzo Chigi?

Moltissimo dipenderà dalla legge elettorale. Quanto più si ridurrà il premio di maggioranza, e quanto più sarà scritta in senso proporzionale, tanto più si moltiplicheranno i partiti. E il frazionamento aumenterà l’impossibilità di individuare un vincitore. La situazione ideale, quindi, per il ritorno di Monti. Se, al contrario, si manterrà un principio maggioritario, magari con un premio di maggioranza consistente al partito maggiore, l’interesse a federarsi con una delle due formazioni maggiori, sarà elevato. Credo che sia il Pd che il Pdl, in realtà, mirino a quest’ultima ipotesi.

Quindi, il Monti bis non è poi così verosimile

Se non si sa ancora quali saranno le regole del gioco, e con un Monti che afferma esplicitamente che non intende starci, la vedo molto complicata. D’altro canto, mi pare del tutto improbabile che i vari ministri considerati candidati in pectore alla presidenza del Consiglio dei più svariati partiti possano effettivamente candidarsi.

Perché no?