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ELEZIONI OLANDA/ Vincono gli europeisti del premier Rutte, crolla l'ultradestra di Wilders

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Mark Rutte (Infophoto)  Mark Rutte (Infophoto)

Gli olandesi hanno fatto la loro scelta, premiando i partiti europeisti e facendo crollare l'estrema destra populista di Geert Wilders. Le elezioni in Olanda, le prime della nuova fase elettorale europea dopo il via libera di Karlsrhue all’Esm, si sono chiuse con un netto successo delle forze moderate. Con il 96% delle schede scrutinate, i liberali di centrodestra di Mark Rutte (Vvd) hanno guadagnato 41 seggi (su 150 disponibili) alla Camera bassa (10 in più dell’ultima consultazione nel 2010), mentre i  laburisti guidati da Diederik Samson (Pvda) ne hanno conquistati 39 (9 in più). I socialisti sono terzi confermando i 15 seggi. Mentre crolla il Partito della libertà (Ppv) di Wilders con 15 deputati contro gli attuali 24. Seguono le altre sette liste con i Cristiano democratici che conquistano 13 seggi, i Democratici 66 con 12, i Verdi con 3 (persi 7 seggi). La partecipazione degli elettori (su un totale di 12 milioni) è stata del 73%, lievemente inferiore al 75,4% del 2010. SI è votato con un metodo proporzionale puro. Il verdetto delle urne ha dunque marginalizzato le forze antieuropeiste. E sono stati così spazzati via i timori di un'affermazione di frange radicali in un momento delicato per le sorti del paese e dell’Europa.

Scenari possibili. L’ipotesi più probabile se non addirittura obbligata è quella di una grande coalizione, ipotesi peraltro caldeggiata da molti analisti: Rutte non ha ancora sciolto i segreti su quale sarà il partito cui chiederà di formare una coalizione di governo, anche se non è difficile ipotizzare che i laburisti siano la prima opzione. Il problema principale è rappresentato dal fatto che Rutte e Samson, anche uniti, non dispongono della maggioranza al Senato. Motivo per cui dovranno coinvolgere nei giochi post-elettorali altri partiti minori (almeno uno) con l’obiettivo di conseguire maggiore stabilità del sistema e più ampi margini di operatività.

Quello che è certo anche il nuovo corso della politica olandese sarà all’insegna del rigore. I due leader vincenti sono entrambi convinti che il progetto della moneta unica deve continuare. E per farlo si darà attuazione al programma di Rutte. Si tratta di un piano di austerità che prevede tagli alla spesa pubblica per riportare il rapporto deficit/pil sotto il 3% e per contenere l'ascesa del debito pubblico sul pil (quest'anno al 65%).



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