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Politica

SONDAGGI/ Ferrari Nasi: Grillo e Di Pietro primo partito? Grazie a Pd e Pdl...

I nuovi sondaggi Ipsos dicono che se Idv e grillini si mettono insieme, diventano il primo partito. Secondo  FERRARI NASI sono sondaggi che non annucniano nulla di nuovo

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Sondaggio clamoroso, quello proposto ieri sera a Ballarò da Nando Pagnoncelli di Ipsos? Secondo alcuni media, soprattutto Il Fatto Quotidiano che ha aperto con un titolone ("I non allineati sono primi") sì. Quello che infatti uscirebbe dai sondaggi Ipsos è un aumento, nelle intenzioni di voto, che porterebbe i grillini al 17,9% e l'Italia dadi valori al 7,5%. Dati che sommati insieme darebbero quel fatidico 25% che è quanto raggiunge oggi il Pd, considerato attualmente nei sondaggi il primo partito italiano. Tanto basta per far decidere Grillo ad allearsi con Di Pietro, come quest'ultimo vorrebbe da tempo? Secondo il sondaggista Arnaldo Ferrari Nasi contattato da Ilsussidiario.net non si capisce tutto questo entusiasmo per questi dati di Ipsos: "Non vedo alcuna grande crescita in questi sondaggi, già due mesi fa Grillo era dato al 18%". Il fatto è, spiega Nasi, che non siamo ancora in campagna elettorale e dunque chi parla per primo o si mostra più deciso ottiene immediatamente sondaggi favorevoli. "Se domani Berlusconi annunciasse ufficialmente di scendere in campo, si prenderebbe ad esempio di botto almeno dieci punti percentuali", spiega.

Nasi, come giudica questo sondaggio Ipsos? E' davvero così clamoroso come dice qualcuno?

Direi piuttosto che questi dati non segnalano questa grande crescita. Grillo fino a due mesi fa lo davano già al 18%, poi è sceso un po' e poi è risalito un po'. La stessa cosa vale anche per Di Pietro che prima è sceso poi è risalito. 

Dunque come giudicare questo nuovo sondaggio?

Sono tutti valori che sono all'interno della situazione stabile o comunque con piccole variazioni percentuali dell'1 o del 2%, dati che nell'opinione pubblica vogliono dire ma non vogliono dire granché.

Una situazione ancora fluida, con l'elettore indeciso?

La campagna elettorale non è ancora iniziata. Se domani ad esempio Berlusconi annuncia la discesa in campo ufficiale becca subito dieci punti percentuali. Oppure mettiamo che si risolve la questione Renzi-Bersani e si va verso una candidatura univoca: i voti si concentrano, l'elettorato si tranquillizza e quindi i voti tornano dove devono essere.

Ai partiti tradizionali?

Queste intenzioni di voto sono ancora in una situazione in cui tutti hanno iniziato a battagliare e quindi i primi che dicono la loro sono i primi che raccolgono. E' la stessa cosa di una campagna elettorale amministrativa: se un sindaco riesce ad andare sui giornali dicendo le cose che ha fatto, becca cinque punti percentuali, se il giorno dopo l'opposizione riesce a farsi pubblicare dalla stessa stampa, riescono a riprendersi quei cinque punti.  Questo è il contesto attuale e  secondo me, ripeto, questa crescita annunciata non è così forte da leggerla come invece è stato fatto.

Si approfitta cioè dell'assenza dei partiti tradizionali che sono ancora in cerca di alleanze.