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CHI E' RENZI?/ Adesso!, l'avverbio si è fatto camper

"Adesso!" è un avverbio, privo quindi di contenuto. Il sindaco di Firenze scommette sull'essere leader a prescindere dalle idee e dalle proposte. Ce la farà? Il punto di ALESSANDRO BANFI

Matteo Renzi esce dal suo camper (Infophoto) Matteo Renzi esce dal suo camper (Infophoto)

Matteo Renzi è un grande comunicatore. Non c’è dubbio. Essendo nato a Firenze, sa l’italiano. Dice spengere e non spegnere. Ha la battuta pronta e cattiva. E’ un giovane di belle sembianze, che ama indossare a fine estate la camicia bianca. Viaggia col camper ed ha iniziato la sua campagna referendaria all’interno del Partito Democratico ieri, da Verona. Il suo slogan, anticipato già da qualche giorno, è: "Adesso!". Come sempre creativi e pubblicitari, sanno il fatto loro. Renzi è un avverbio (in questo caso di tempo), non un pesante sostantivo. Adesso, come la prima parola del Riccardo III scespiriano: "Now! The winter of our discontent...". Adesso l’inverno del nostro scontento… Un Adesso! che veicola qualcosa di urgente subito, di attuale, di contemporaneo. Attenzione, pubblico, attenzione! Adesso! Segnala qualcosa che sta avvenendo, che per il solo fatto di perdertelo sei già vecchio, sei già da rottamare, sei un matusalemme.

Tante volte ci si chiede perché la politica italiana sia così difficile da capire. Il fatto è che siamo un popolo che, in politica come nel calcio,  vive di emotività e di divisioni in fazioni. La Firenze di Renzi è pur sempre quella che ai tempi di Savonarola si divideva in Piagnoni e Arrabbiati. Amiamo dividerci ed emozionarci per le nostre bandiere, anche se a volte non si capisce per che cosa davvero stiamo combattendo. Matteo Renzi vuole sicuramente rinnovare, è un Blair italiano che punta su parole d’ordine di destra fra l’elettorato di sinistra, partendo proprio da un ambiente sociale dove la sinistra ha sempre governato. E quindi, al di là dell’avverbio slogan, le parole chiave di ieri sono state Europa, futuro, merito, semplificazione, lavoro e persino Patria…

Il fatto è che la politica in questo nostro "vivere alla fine dei tempi" è diventata il regno degli avverbi, di tempo e anche di modo. E’ chiarissima la modernità di Renzi nel modo, nel come fa la campagna referendaria. Una modernità di immagine, di linguaggio, di prossemica e di fisicità della comunicazione, che coniuga il boy scout di un tempo con il guru dell’informazione Giorgio Gori, suo consigliere strategico. Un Obama italiano che però sembra a volte evitare i temi che davvero possono dividere. Colui al quale Antonio Polito dalla prima pagina del Corriere della Sera pone dieci quesiti sul programma di una forza politica moderna e che danno l’impressione di restare inevasi.