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STATO-MAFIA/ De Siervo: a chi conviene "giocare" con Napolitano?

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Due le notizie che riguardano il Capo dello Stato diffuse ieri. La prima è una previsione lanciata dall’agenzia Ansa, indiscrezioni secondo cui la Corte costituzionale sembra decisamente orientata ad ammettere il ricorso presentato dal Quirinale contro i giudici di Palermo nel famoso caso delle intercettazioni telefoniche. La seconda è l’archiviazione della denuncia presentata dall’avvocato Taormina contro Giorgio Napolitano, accusato di interferenze nell’ambito dell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia e quindi di attentato alla Costituzione. Una accusa gravissima che il Comitato parlamentare per i procedimenti d’accusa ha archiviato perché definita priva di fondamento. Secondo Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte costituzionale, contattato da Ilsussidiario.net, le accuse dell’avvocato Taormina sono state giustamente definite prive di fondamento: «Il Presidente della Repubblica può essere messo in stato d’accusa dalle Camere soltanto per due elementi gravissimi di cui non c’è alcun precedente, e cioè attentato alla Costituzione e alto tradimento». Per quanto riguarda la decisione della Corte costituzionale, dice De Siervo, sarebbe davvero una novità sorprendente se la Corte non ammettesse il ricorso del Quirinale.

Professore, indiscrezioni dicono che la Corte costituzionale avrebbe già deciso l’ammissibilità del ricorso del Quirinale…
Già deciso? Le garantisco che la Corte decide il giorno che deve decidere e non prima.

Certamente, però si dice che sia orientata ad ammettere il ricorso del Quirinale.
Mi sembra ovvio. Nessuno si aspetta una decisione contraria all’ammissibilità del ricorso presentato dal Quirinale. È pacifico che si esprima in quel modo, ma non lo dico soltanto io, lo dicono tutti i costituzionalisti. Ma in ogni caso meglio attendere la decisione ufficiale per fare commenti.

Sì, però possiamo spiegare su cosa esattamente si esprimerà la Corte?
Due punti: uno, che il Presidente della Repubblica è soggetto abilitato a sollevare il conflitto e, due, che l’oggetto del conflitto è oggetto che mette in dubbio l’equilibrio fra due organi costituzionali, cioè tra due poteri dello Stato. Detto questo, non ci dovrebbe essere alcun dubbio che la Corte deciderà per l’ammissione, ma questa è una previsione, non è perché qualcuno lo ha già deciso.

Nessun dubbio dunque?




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