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NAPOLITANO/ L’incontro col premier greco: le crisi sociali mettono a rischio la democrazia

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato il suo omologo greco, Karolos Papoulias; e, nel corso del colloquio, pur rivolgendosi alla situazione di Atene, ha inteso chiaramente riferirsi alle misure che stanno venendo messe a punto in Italia, agli impegni richiesti e al rapporto con l’Europa. Il capo dello Stato, infatti, ha fatto presene che il governo greco terrà fede agli impegni presi. Poi, ha messo in guardia dai rischi che l’austerità può comportare. Il presidente si è detto convinto del fatto che «le conseguenze sociali della crisi possono essere fonte di gravi sconvolgimenti e tensioni sul piano politico e sociale: possono essere un grande pericolo per la democrazia». E’ fondamentale che, in ambito europeo, prevalga questa consapevolezza, ha chiarito Napolitano, riferendosi anche alla Bce.  E’ necessario, di conseguenza, che le istituzioni comunitarie diano il giusto tempo ad Atene per dar vita alle riforme che le sono state chieste per trascinarsi fuori dal pantano della crisi. L’alternativa, sempre più spesso ventilata negli ultimi mesi, sarebbe la sua uscita dall’euro. Ipotesi neanche lontanamente contemplabile perché, secondo l’inquilino del Colle, la divisa unica è ormai un fattore irrinunciabile. Napolitano ha poi denunciato le «troppe oscillazioni» nella politica comunitaria, che hanno fatto sì che l’impegno per salvare Atene risultasse nel tempo sempre più oneroso.  Pronunciando queste parole, ha voluto lasciar intendere che il salvataggio definitivo non può essere ulteriormente procrastinato nel tempo. Questo, infatti, lo renderebbe talmente costoso da renderlo inattuabile. D’altro canto, lo stesso dibattito relativo alla presenza o meno della Grecia nell’Ue non andrebbe neanche preso in considerazione. Il presidente greco, dal canto suo, ci ha tenuto a specificare che la crisi ha natura sistemica, e ha colpito anche numerosi Paesi che non hanno mai avuto particolari problemi finanziari. «Occorre discutere – ha dichiarato il presidente della Grecia - della politica dell'Unione. La Grecia sta cercando di ridurre il debito, ma la società greca è arrivata ai limiti».



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