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Politica

BILANCI DEI PARTITI/ La Camera dice no ai controlli esterni: li facciamo noi

Pronto il testo della nuova regolamentazione relativa ai bilanci dei vari gruppi politici presenti alla Camera. Non passa la richiesta di farli revisionare da soceità esterne

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No al controllo esterno operato da terzi dei bilanci dei partiti. Nessuna società di certificazione esterna, come aveva proposto il presidente della Camera Gianfranco Fini, si occuperà di verificare quello che denunciano i gruppi parlamentari in termini di bilancio. Una decisione che sta già aprendo le polemiche. L'approvazione del nuovo regolamento in materia era atteso, invocato da quanti chiedono trasparenza dei partiti sulle questioni economiche, in modo speciale gli ultimi e recenti scandali di tesorieri di vari gruppi politici come lusi della Margherita o Belsito della Lega che hanno abbondantemente messo le mani nei conti die loro partiti. Si dissocia però il Pd che annuncia che farà comunque ricorso a una società di revisione esterna per verificare il bilancio del proprio gruppo parlamentare. La decisione arriva dalla Giunta per il regolamento che stava lavorando sulla bozza dallo scorso 31 luglio: i gruppi parlamentari hanno però ottenuto che dal testo venisse eliminata la scelta di società esterne alla Camera stessa per revisionare i conti. Era stato invece Fini a chiedere che tale norma venisse introdotta nel testo. Ecco a cosa si è dunque pervenuti. Il testo dice che  "entro trenta giorni dalla propria costituzione, ciascun gruppo approva uno statuto", in tale statuto sarà indicato l'organo competente che approverà il rendiconto e anche l'organo responsabile per la gestione amministrativa e contabile del gruppo. Viene poi indicato che i contributi economici della Camera "sono destinati dai Gruppi esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all'attività parlamentare e alle funzioni di studio, editoria e comunicazione ad essa ricollegabili, nonché al fine di garantire il funzionamento degli organi e delle strutture dei Gruppi". Il riferimento è chiaramente al divieto di usare tali fondi a scopo privato ed estraneo a finalità di tipo istituzionale e parlamentare. Nella proposta di Fini invece si chiedeva che "allo scopo di garantire la trasparenza e la correttezza nella gestione contabile e finanziaria, ciascun Gruppo si avvale di una società di revisione legale, che verifica nel corso dell'esercizio la regolare tenuta della contabilità e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili".