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L'ITALIA DI RENZI/ Giorgio Gori: vi racconto i "segreti" di Matteo

Matteo Renzi (InfoPhoto) Matteo Renzi (InfoPhoto)

Anzitutto, modernizzandolo. Tutti i dati ci dicono che, già ben prima della crisi del 2008, l’Italia era ferma, prigioniera di un debito costruito nei decenni precedenti, quando la politica guardava al futuro come una sorta di pattumiera. Oggi occorre liberare le energie di un’Italia viva che già esiste; senza, ovviamente, lasciare indietro nessuno, ma tenendo sempre altra l'attenzione sui valori quali la solidarietà.

E se perde?

Comunque vada, alcuni risultati li ha già ottenuti. Le primarie, per esempio, sono oggi considerate come uno strumento di condivisione con la base. Come ha già promesso, se non dovesse vincere sosterrà lealmente Bersani. Alimentando quella spinta forte di rinnovamento che, già adesso, sta sortendo non pochi effetti sul partito.

Con Renzi leader, come evolverà, in seno alla sinistra, la questione cattolica?

Per farsi un’idea, è sufficiente ricordare le sue parole a Verona. Quando si è detto cristiano e cattolico; e che, se qualcuno non vorrà votarlo per questo, che faccia pure. Poi, ha aggiunto che in politica il suo atteggiamento sarà laico, fedele alla costituzione, aperto nei confronti di chiunque non condivida i suoi valori. Un’ammissione del genere, nel panorama politico italiano, mi sembra piuttosto inedita.

Chi sarà il suo interlocutore favorito? Vendola o Casini?

Non la metterei in questi termini. L’impostazione del suo progetto politico non parte dalle alleanze. L’importante è prendere più voti possibili. Poi, sulla visione di una società aperta, liberale e solidale, si potranno trovare punti in comuni con chiunque vorrà esserci. 

 

(Paolo Nessi)

 

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