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Politica

SCENARIO/ Polito: tutte le incognite che legano le mani a Berlusconi (e al Pd)

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Sicuramente l'attuale dovrà essere archiviata. Anche il Pd ha tutto l’interesse a cambiarla. Certo, ne sarebbe favorito, in parte, nella vittoria; tuttavia dopo essersi impegnato fermamente per anni nel contrastarla, non potrà di certo andare al voto con il porcellum, facendo finta di niente.

Crede che la nuova legge elettorale garantirà l’esistenza di una maggioranza politica?

Con l’attuale frammentazione politica, probabilmente, solo un doppio turno alla francese potrebbe servire allo scopo. Credo che una delle ipotesi più verosimili resti quella della grande coalizione. Dove, effettivamente, Berlusconi, pur vincendo, potrebbe farne parte da coprotagonista.

Secondo lei, la nuova legge vedrà la luce entro i primi dieci giorni di ottobre, come ha promesso Alfano?

Di questi annunci ne abbiamo sentito, nel corso degli ultimi mesi, troppi. Sta di fatto che, effettivamente, l’Europa ha suggerito che le leggi elettorali dei Paesi membri vengano approvate almeno un anno prima delle elezioni, in modo da permettere agli elettori e agli stessi competitori di attrezzarsi adeguatamente.

A proposito di Europa: Berlusconi si è dichiarato contro il fiscal compact, ha denunciato l’inutilità del fondo salva stati e auspicato che la Bce batta moneta. Si tratta di boutade, o ha espresso una linea politico-economica?

Si tratta di ipotesi che hanno una loro legittimità, in astratto, ma non nel contesto in cui ci troviamo. Ovvero: se non avessimo un debito da 2mila miliardi, non dovessimo restituire interessi elevatissimi sul debito, non ci fosse la crisi, la recessione e se dei soldi di cui stiamo parlando grossa parte non fosse proprio la Germania a metterceli, allora sì, potremmo dire il discorso di Berlusconi potrebbe avere senso.  

Dal canto suo, la Merkel, a chi le chiedeva di esprimersi sul ritorno in campo di Berlusconi, si è limitata ad un freddissimo: «Io sono una politica democratica. Rispetto i risultati elettorali di ogni paese. Vorrei concentrarmi sulle domande che rientrano nel mio campo d'influenza». Non era pur sempre lei quella che chiese con forza, all’epoca, le dimissioni di Berlusconi?