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STATO MAFIA/ Tenaglia (Pd): per fortuna a giudicare non sarà Di Pietro

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Giorgio Napolitano (InfoPhoto)  Giorgio Napolitano (InfoPhoto)

Di Pietro mette in campo una polemica politica che personalmente non apprezzo perché giocata su una vicenda che come sappiamo ha portato a dei lutti dolorosi e a delle perdite gravissime per lo Stato e le Forze dell’ordine. Su questo dovremmo dunque remare tutti nella stessa direzione e non cercare di lucrare rendite politiche di breve respiro che poi non portano da nessuna parte.

Cosa pensa del coinvolgimento di Napolitano?

Su questo tema, dopo un iniziale scontro polemico spesso anche fuori dalle righe, è stata finalmente fatta un po’ di chiarezza: è evidente l'esistenza di un vuoto normativo e di una differenza interpretativa, ma sappiamo anche che l’unico strumento utilizzabile per superare tali ostacoli, non nell’interesse di singole vicende processuali ma in quello delle istituzioni, è la Corte costituzionale. Credo inoltre che su questo siano già d’accordo la Procura di Palermo e tutti coloro che hanno commentato la vicenda al di fuori di una polemica politica di basso livello.

Cosa si aspetta quindi dalla Camera di Consiglio?

Ritengo che il conflitto sia ammissibile e che la Corte lo dichiarerà tale, per poi passare all’esame della vicenda nel merito. Una vicenda nuova, della quale non esistono precedenti e che per questo mostrerà interpretazioni che sarà interessante vedere. L’immunità di cui gode costituzionalmente il Presidente della Repubblica non è la stessa che copre i parlamentari, e quindi, in caso di intercettazioni indirette o irrilevanti, deve essere necessariamente applicato ciò che prevede l’articolo 90 della Costituzione: dal punto di vista processuale, il Presidente della Repubblica gode di una immunità completa, fatta eccezione per i casi di alto tradimento o attentato alla Costituzione.

 

(Claudio Perlini)       



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