BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PRIMARIE PD/ Fioroni: con Renzi e Vendola, rischiamo di fare la fine di Prodi

Pubblicazione:giovedì 20 settembre 2012

Infophoto Infophoto

Va bene la democrazia, ma un qualsivoglia minimo criterio di selezione all’entrata ci dovrà pur essere: questo, in sostanza, il ragionamento fatto da un gruppo di Parlamentari del Pd aderenti ad Area democratica, la corrente capeggiata dall'onorevole Beppe Fioroni, rispetto alla regole delle primarie di coalizione. Così come sono, non vanno bene. Lo hanno scritto al segretario Bersani, facendogli presente che «non possono inglobare tutto e il contrario di tutto. Per questo occorre che i candidati del Pd si presentino con un programma di governo che rispecchi le soluzioni definite da un lungo lavoro che ha coinvolto iscritti, militanti e simpatizzanti del Pd e approvato all'unanimità». Abbiamo chiesto proprio a Fioroni di spiegarci le ragioni della missiva.

Nella lettera citate il caso del referendum abrogativo della riforma Fornero depositato da Nichi Vendola, Idv, sinistra radicale e Fiom. Si tratta di un elemento di distonia così fondamentale?

La lettera è molo più lunga degli ampi stralci riportati dalle agenzie, e rappresenta l’estrapolazione della conclusione di un mio intervento nell’Aula magna della gregoriana, in conclusione di un convegno organizzato da Area democratica.

Ce lo riassume?

In sostanza, noi del Pd avevamo promesso al Paese che non avremmo ripetuto gli errori dell’esperienza dell’Unione. Non mi sarei mai immaginato che, non solo avrei dovuto ribadire la necessità di non ripetere tali errori, ma avrei dovuto addirittura mettere in guardia dal rischio di farne di peggiori.

Cosa intende?

Le primarie non sono un congresso di partito dove ci sono tesi contrapposte di cui si fa la sintesi rispetto al progetto maggioritario che detta la linea prevalente; al contrario, servono per scegliere il candidato presidente del Consiglio che dovrà operare secondo il programma scelto dal partito per guidare l’Italia. Quindi, chi vuole partecipare alla competizione dovrà condividere il progetto che il Pd ha costruito in tre anni di lavoro. Non è pensabile che ci siano candidati con programmi non tanto capaci di integrare, quanto configgenti con quello votato dagli iscritti.

A chi si riferisce?


  PAG. SUCC. >