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BEPPE GRILLO/ Cinque Stelle, un caso Favia anche in Sardegna

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Ancora guai per il Movimento 5 Stelle. Dopo il fuorionda trasmesso da Piazzapulita che ha visto coinvolto il consigliere regionale emiliano Giovanni Favia, anche in Sardegna la democraticità interna dello schieramento guidato da Beppe Grillo viene messa in discussione. Questa volta però alla luce del sole, attraverso un post pubblicato direttamente sul forum ufficiale del Movimento. “Le tre liste civiche della Sardegna – si legge nel messaggio - hanno organizzato la Prima Assemblea Regionale del Movimento 5 Stelle. Tutto in perfetto stile partitocratico con tanto di Regolamento di partecipazione molto dettagliato e selettivo e svolgimento dei lavori rigorosamente a porte chiuse”. Tra i punti all’ordine del giorno vi sono “la costituzione del gruppo regionale, la creazione di strumenti di controllo degli attivisti e la nascita di un Comitato Esecutivo”, ribattezzati fin da subito “Direzione Politica, Gestapo e Politburo”. Quello che in particolare viene denunciato è la creazione dell’Associazione Cinque Stelle di Cagliari, guidata da Emanuela Corda, candidato sindaco per il Movimento alle recenti elezioni amministrative. “La lista civica di Cagliari, nonostante abbia perso le elezioni senza cioè avere eletti in consiglio comunale – si legge ancora - ha deciso di "incollarsi" alle speranze di gloria e quindi con gli altri candidati "trombati" hanno fondato una bella associazione (registrata) chiamata Associazione 5 Stelle Cagliari con tanto di Statuto (un NON statuto gli sembrava poco) e organi dirigenti dell'associazione”. Insomma, recita il post, “hanno messo su una vera "organizzazione politica" con tanto di Logo e Sito”, oltre ad aver “messo i piedi nel piatto in modo da avere una bella rendita di posizione qualora ci fosse da decidere le candidature alle prossime elezioni regionali”. Quindi il conclusivo appello rivolto a Grillo e Casaleggio: “Caro Beppe, caro Gianroberto, intervenite prima che sia troppo tardi, la libertà sta diventando anarchia. Che i consiglieri eletti si occupino piuttosto di realizzare il programma civico invece di creare orticelli elettorali e posizioni dominanti da "capobastone". Occorre invece dare fiducia ai meetup (vero braccio operativo del MoVimento) e rinforzare il Blog del MoVimento”. 



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