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Politica

SCENARIO/ Folli: senza le dimissioni della Polverini, il Pdl "chiude"

STEFANO FOLLI ci spiega perché lo scandalo che ha coinvolto il Pdl laziale rischia di trascinare l’intero partito nel baratro e a quali condizioni può pensare di risalire la china

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Lo scandalo che sta travolgendo il Lazio potrebbe rivelarsi tutt’altro che circoscritto alla sola Regione. Francesco Fiorito, l’ex capogruppo del Pdl in regione che ha dilapidato con disinvoltura i soldi provenienti dal finanziamenti pubblici ai partiti per togliersi tutti gli sfizi possibili immaginabili, sta facendo i nomi. Tanto per cominciare, mentre veniva interrogato dai pm in merito all’accusa di peculato, avrebbe affermato che la Polverini, che in questi giorni continua scandalizzata a minacciare le dimissioni, sapeva tutto. Non solo. Sempre a quanto ha riferito "Batman", ci sarebbe un patto tra i gruppi consiliari per spartirsi i 17 milioni di euro assegnati ogni anno. In un tale contesto, e considerando i sacrifici che il governo sta chiedendo agli italiani, le feste organizzate dal vicecapogruppo del Pdl in consiglio, Carlo De Romanis – lui dice pagate di tasca sua – appaiono tutt’altro che derubricali a folklore locale di cattivo gusto. Abbiamo chiesto a Stefano Folli quali potrebbero essere le conseguenze della vicenda.

Crede che lo scandalo potrebbe coinvolgere l’intero centrodestra?

Direi proprio di sì. Ha fatto venire allo scoperto, infatti, uno stato di cose del tutto intollerabile per l’opinione pubblica; una situazione composta da malversazioni di vario genere e dall’assoluta mancanza di capacità di governo. Il che è tanto più grave, quanto si considera che avviene in una Regione di importanza decisiva come il Lazio. Tutto ciò la dice lunga sui criteri con attraverso cui viene selezionato il personale politico-amministrativo. Un pessimo segnale. Si tratta di una crisi che può dilagare al punto da trasformarsi nel fattore di decomposizione del Pdl.

Dopo questa vicenda, Berlusconi potrebbe decidere di ritirarsi definitivamente dalla politica?

Non saprei se l’episodio in sé possa sortire questo effetto. Sta di fatto che la sua stagione si è sostanzialmente conclusa, già da qualche tempo. L’insistere sul ritorno in campo è un’eventualità a cui lui stesso crede poco e ha a che fare, più che altro, con le enormi difficoltà del Pdl. In sostanza, sembra quasi che il vecchio leader fondatore si trovi costretto a rimettersi in gioco per rimettere in sesto i pezzi del partito.

In ogni caso, le dimissioni della Polverini potrebbero arginare la crisi del Pdl?