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Politica

SCENARIO/ Franchi: così Grillo e le intercettazioni "minacciano" Napolitano

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Nei suoi ultimi discorsi è ravvisabile l’intento di orientare il dibattito politico in senso europeista. Tuttavia, sta “giocando al buio”, a causa del fatto che non è chiaro quali saranno le coalizioni che competeranno per il governo. L’ipotesi ventilata fino a poco tempo fa di anticipare le elezioni per fare in modo che fosse lui a nominare il nuovo premier è ormai quasi del tutto sfumata. Quindi, al di là di operazioni di moral suasion, a livello tecnico, credo che possa fare ben poco.

Non sarà, quindi, in grado di condizionare il quadro d’insieme in modo da riproporre un nuovo governo guidato da Monti?

Non di certo se non spetterà a lui il compito di nominare il prossimo presidente del Consiglio. Al limite, potrà continuare – adesso - a insistere, in tutte le sedi e con tutta la solennità possibile, sulla necessità di costruire un’unità di fondo tra le forze politiche affinché siano in grado di proseguire l’agenda Monti.

Sullo sfondo, continuano ad agitarsi il processo sulla presunta trattativa Stato-mafia e la questione delle conversazioni di Napolitano intercettate. La Corte costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto d’attribuzioni sollevata dal Quirinale. Quanto continua a pesare l’intera vicenda?
Credo non poco. Attorno ad essa si è costituito un fronte contro il capo dello Stato piuttosto largo e costituito da forze eterogenee. E, sebbene adesso sembra che il fervore antiquirinalizio sia sfumato, non sappiamo se, al momento opportuno, non possa tornare alla ribalta in tutta la sua dirompenza. Per questo, d’altro canto, il presidente ha sollevato il conflitto. Non c’è dubbio che lo abbia fatto per difendere le prerogative dei suoi successori. A 87 anni e a pochi mesi dalla scadenza del suo mandato, per se stesso, ovviamente, non può avere nulla da temere. 

 

(Paolo Nessi)

 

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