BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Franchi: così Grillo e le intercettazioni "minacciano" Napolitano

Pubblicazione:sabato 22 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:sabato 22 settembre 2012, 14.27

Infophoto Infophoto

Il panorama politico è frastagliato, mentre si moltiplicano i fattori potenzialmente destabilizzanti. Napolitano, in un messaggio inviato a Casini nel corso del Congresso dell'Internazionale democratica di centro, ha espresso i suo timori principali. Auspicando che le forze politiche perseguano il processo di integrazione europeo, ha chiesto loro di impegnarsi per contrastare «l'insorgere di illusori e facili populismi e il ripiegamento su anguste e sterili chiusure entro orizzonti nazionali». Il rafforzamento dell’unità e il contrasto alle forze disgreganti sono, secondo il capo dello Stato, le uniche strade che consentono l’affermazioni di valori quali la libertà, la solidarietà e la giustizia sociale, che «costituiscono tanta parte della tradizione sociale cristiana» e che «continuano a rappresentare punti di riferimento fondamentali per affrontare la complessità dei problemi che caratterizzano il mondo globalizzato di oggi». Ma a chi di chi parlava quando nominava i «populismi»? Paolo Franchi ci spiega come interpretare le sue parole.

A chi si riferiva Napolitano?

Credo che abbia in mente, anzitutto, un problema d’ordine generale; assistiamo al diffondersi, in Europa, di movimenti di natura xenofoba, populista o antieuropea. Per questa ragione, di recente, Mario Monti aveva suggerito di convocare un vertice Ue a Roma per rilanciare l’unità dei Paesi membri.

E per quanto riguarda l’Italia?

Non credo che il riferimento sia sic et simpliciter a Grillo. Anche, certamente. Ma, più in generale, ad una pluralità di sentimenti di rivalsa e rabbia, di rivendicazioni e di contestazioni, talvolta legittime, che per comodità riassumiamo nel termine antipolitica. E che continuano ad alimentarsi, anche grazie a scandali come quello che ha coinvolto la Regione Lazio.

Tutto questo, per il Capo dello Stato, quali effetti potrebbe produrre?

A breve ci saranno le elezioni. E, di per sé, il quadro già è abbastanza incerto: nonostante i risultati ottenuti sotto il profilo del rigore, lo stato dell’economia reale si aggrava di ora in ora, mentre le alleanze non sono ancora state definite. In una tale situazione, Grillo, Di Pietro, o altre forze che, nei prossimi mesi, potranno assumere sempre più rilevanza, potrebbero occupare ingenti spazi. Rischiamo, quindi, di trovarci con un Parlamento ingovernabile.

Cosa sta facendo Napolitano per gestire la fase preelettorale?


  PAG. SUCC. >