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PAPA/ Binetti: aborto, eutanasia e famiglia, Benedetto toglie ogni "alibi" ai politici

Benedetto XVI (InfoPhoto) Benedetto XVI (InfoPhoto)

Davanti agli scandali, alla corruzione, alla avidità che affligge non solo il nostro Paese, ma il mondo intero, il Papa ha fatto una diagnosi lapidaria: “La crisi è provocata da assenza di visione etica in economia e occorre tornare a porre al centro di tutto l’agire politico la persona umana e non la logica di mercato'”. Ma se bisogna ricominciare dalla centralità della persona allora non si può dimenticare che ogni persona ha diritto a nascere in una famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita. Bendetto XVI ha voluto tracciare un quadro della famiglia come luogo della condivisione degli affetti, ambito privilegiato della solidarietà e della gratuità. Perché è in famiglia che si apprende ad amare e ci si sente amati finché si diventa anziani, malati.

 

Il riferimento del Papa alla famiglia come “il principale e più incisivo luogo educativo della persona” deve rappresentare per tutti, a cominciare dai cattolici, un monito esigente a restituire alla mission della famiglia la forza e la responsabilità che le competono e che non possono essere delegati ad altri. Perché la famiglia, cellula originaria della Società, è pertanto radice che alimenta non solo la singola persona, ma le stesse basi della convivenza sociale.

Come sempre il Papa non ha perso di vista la necessità urgente di sottolineare con il suo Magistero che un autentico progresso della società umana non può prescindere da politiche di tutela e promozione del matrimonio e della comunità che ne deriva, politiche che spetterà non solo agli Stati ma alla stessa comunità internazionale adottare, per invertire la tendenza di un crescente isolamento dell'individuo, fonte di sofferenza e di inaridimento sia per il singolo sia per la stessa comunità. Alla solitudine dell’uomo moderno, allo smarrimento che lo sorprende davanti alla malattia e alla povertà si può e si deve rispondere prima di tutto con politiche familiari forti, trasversali, condivise dall’intera classe politica. 

Ma indubbiamente queste politiche vanno proposte con maggiore forza e con maggiore energia proprio da quei politici cristiani, che in virtù della loro fede, fatta vita in piena e totale laicità, debbono essere davvero i convinti sostenitori di un rinnovato senso della famiglia. In qualsiasi partito siano inseriti, collaborando tra di loro, cercando di creare tutte le sinergie possibili. Benedetto XVI ha ribadito con chiarezza adamantina quello che da sempre afferma senza timore di apparire ripetitivo: Il rispetto della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino al suo esito naturale - con conseguente rifiuto dell'aborto procurato, dell'eutanasia e di ogni pratica eugenetica - e' un impegno che si intreccia con il rispetto del matrimonio, come unione indissolubile tra un uomo e una donna e come fondamento a sua volta della comunità di vita familiare