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Politica

BERLUSCONI/ Silvio ha già scelto il "suo" Premier

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La bandiera sarà sempre la stessa. Non è pensabile che Berlusconi rinunci a paventare l’avvento imminente di un regime di sinistra, para-comunista. Anche questa volta, credo che farà leva su evocazioni quali la rivolta fiscale o la critica dello Stato; si tratta di tematiche tipiche, del resto, della destra mondiale. Basta guardare i temi che Romney ha messo al centro della sua campagna.  

Quanto peseranno sulla sua scelta le sue aziende e le vicende giudiziarie?

Credo che, ormai, le sue aziende siano prevalenti. La crisi, infatti, sta rischiando di eroderle sempre di più, determinando i suoi orientamenti politici più di ogni altra cosa. Il fronte giudiziario, invece, è ormai formato da pochi dossier, alcuni dei quali potrebbero non concludersi negativamente.  

Non le pare, in ogni, caso, una riedizione del Berlusconi “ecumenico” del 2008, quando alla vigilia delle elezioni, in molti, anche dello schieramento avverso, lo dipinsero, per la prima volta, come statista?

Abbiamo, in effetti,  conosciuto almeno due “Berlusconi”: il campione della guerra alla sinistra e quello che pensava alla grande coalizione e alla conciliazione con la sinistra. In questo momento, mi pare che il secondo stia cercando di prevalere sul primo. A differenza dell’altra volta, non trova un interlocutore attento come Veltroni. Se Bersani vince, infatti, governerà, come ha più volte ribadito, con una propria maggioranza. Il Berlusconi di oggi, quindi, non può fare altro che dialogare con Monti.

Se cambiano, da qui alle elezioni, le condizioni del gioco, si rimangerà tutto?

Non cambieranno le condizioni. I processi distruttivi in corso, per quanto riguarda il centrodestra, sono piuttosto definitivi; dalla crisi di leadership, all’affacciarsi dello spirito di scissione degli ex An, fino alla crisi che coinvolge gli esponenti e gli organi periferici del partito, di cui il caso Lazio è solo uno degli esempi più clamorosi.

A proposito: cosa intende fare per rinnovare il Pdl?

In realtà, non credo che abbia un'idea precisa in tal senso. Si trova, anzitutto, con una nomenclatura piuttosto anziana, sia da punto di vista anagrafico che parlamentare. Molto dipenderà, inoltre, dalla legge elettorale. Se si reintroducessero le preferenze, rischierebbe di trovarsi in lista tanti nuovi Fiorito. L’ideale, quindi, sarebbe mantenere il sistema attuale per selezionare in maniera più attenta il personale politico. Potrebbe così ricostruire tutto a tavolino, dall’alto. Come fece con la prima Forza Italia. Nella quale, a onor del vero, il personale politico era di qualità sicuramente superiore a quella attuale. 

 

(Paolo Nessi)

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